Il Tirreno

Pontedera

I sindacati scrivono ai vertici Piaggio

di Manolo Morandini
I sindacati scrivono ai vertici Piaggio

Pontedera, chiesta l’apertura di un tavolo negoziale C’è preoccupazione per le prospettive dell’azienda

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PONTEDERA. Lettera unitaria per chiamare al tavolo l’azienda. I segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm scrivono alla direzione Piaggio chiedendo “una convocazione sollecita”. È passata una settimana dal vertice con il presidente e ammistratore delegato del Gruppo Piaggio Roberto Colaninno. Ed è proprio sulla scorta dei temi messi sul tavolo dal presidente che i sindacati chiedono di far luce sul futuro degli stabilimenti di Pontedera.

“Facendo seguito alla riunione dell’osservatorio avvenuto il 16 settembre alla presenza dell’amministratore delegato – si legge nella lettera – chiediamo un urgente incontro con l’azienda al fine di un primo necessario confronto negoziale sulle tematiche poste e, altresì, per avere la massima visibilità possibile sul proprio futuro”. I nodi sono la tenuta del Gruppo su mercati in affanno, il caso Aprilia, la crisi dei veicoli commerciali, con l’Ape arrivato a fine vita e l'esigenza di mettere a punto un investimento per il restyling del Porter, ma servono circa 50 milioni di euro, e le prospettive di una ripresa che potrebbe dare ossigeno anche alle linee di Pontedera dove al contratto di solidarietà si è aggiunta per i restanti dipendenti la cassa integrazione ordinaria. A tenere banco anche le lavorazioni trasferite all’estero, specie per i motori e il Liberty, con i riflessi anche per le aziende dell’indotto locale.

Lunedì scorso per una valutazione dell’incontro con Colaninno si è riunito il coordinamento nazionale Fiom del gruppo Piaggio. «Per quanto riguarda lo stabilimento di Pontedera abbiamo avanzato la richiesta di reinternalizzare parte della produzione delle Meccaniche che attualmente vengono prodotte fuori al fine di colmare i vuoti produttivi che si stanno evidenziando attualmente – sostiene il Coordinamento –, così come abbiamo espresso la necessità di una discussione di merito sulla situazione dell’indotto».

Per la Fiom «non sono state date risposte sulle prospettive occupazionali ai lavoratori delle 3-4 Ruote che sono sottoposti da un lato a una sostanziale scomparsa del mercato delle tre ruote e dall’altro un significativo calo del mercato del trasporto merci leggero delle quattro ruote». Ed è proprio per questo che i metalmeccanici aderenti a Cgil ritengono l’incontro «insoddisfacente per quanto riguarda le prospettive occupazionali, a fronte della sostanziale scomparsa del mercato delle tre ruote, della mancanza di progetti di innovazione di prodotto delle quattro ruote e della situazione di Aprilia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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