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Pontedera

Stazioni dormitorio lasciate in abbandono

Stazioni dormitorio lasciate in abbandono

I tre edifici di Trenitalia lungo la linea Firenze–Pisa sono un punto di riferimento per chi è rimasto senza una casa. La denuncia dei consiglieri di opposizione

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CASCINA. Le vecchie stazioni ferroviarie di Cascina sono in condizioni che lasciano molto a desiderare. Piano piano sono state quasi dismesse e, come succede per gli edifici poco frequentati, nelle palazzine accanto ai binari sono arrivati alcuni senzatetto.

«Le nostre stazioni ferroviarie sono sempre più dormitori per i senza fissa dimora. Occorre un urgente accordo tra Comune e Rfi per recuperare le stazioni ferroviarie dismesse. Rimanevamo sorpresi quando le cronache nazionali riportavano che persone senza fissa dimora trovavano un angolo per dormire all’interno delle stazioni ferroviarie di Roma, Milano per non morire di freddo e gelo. Increduli, oggi, e con sconcerto dobbiamo constatare che questo grave fatto succede anche a Cascina. Nel comune dell’accoglienza e del buonismo», dice Giacomo Cappelli, consigliere comunale Pdl. Le tre stazioni ferroviarie sono diventate una sorta di dormitorio per i senza tetto. Si assiste – incalza Cappelli - nella totale indifferenza delle istituzioni ad un fatto così grave: la stanza adibita all’attesa del treno è occupata da senza tetto, così che i pendolari o gli utenti del treno non possono neppure obliterare il proprio biglietto e, quando piove, preferiscono stare sotto la pioggia per evitare il forte e cattivo odore». Eppure pagano per usare un servizio pubblico. A segnalare una serie di difficoltà e disagi sono gli stessi cittadini che per lavoro o per altre necessità utilizzano il treno per i loro spostamenti. Nelle stazioni si può trovare un po’ di tutto: dai rifiuti alle coperte abbandonate.

«Una situazione che richiede immediate risposte, sia in termini di accoglienza verso i senza tetto sia verso i pendolari che reclamano uno spazio adeguato e protetto dove poter attendere l’arrivo del treno oppure dove possono procurarsi delle risposte circa i diversi orari. Come fare? Il sindaco si faccia subito carico di questo problema attraverso il coinvolgimento di Rfi, al fine di liberare le salette di attesa ed al contempo recuperare, con il contributo del comune, una stanza presso le stazioni dismesse, da adibire a dormitorio per i senza fissa dimora», aggiunge il consigliere del Pdl che sono in aumento in tutta la provincia.

Una cittadina come Cascina con circa 45mila abitanti fa fatica a difendere le proprie stazioni dal degrado. E non è certo la prima volta che i problemi degli edifici dismessi tra Trenitalia vengono sottoposti all’amministrazione comunale.

Cappelli aggiunge: «Da parte nostra crediamo che sia possibile conciliare sicurezza e accoglienza. Basta che ci sia la volontà politica per farlo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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