Il Tirreno

Pontedera

L’odore dei soldi non è a Marti

di Giacomo Pelfer
L’odore dei soldi non è a Marti

La Bcc di Fornacette chiude e trasloca a Santa Croce sull’Arno, annunciate otto assunzioni

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MONTOPOLI VALDARNO. La Banca di Fornacette dice addio a Marti, senza rimpianti. Sparirà entro la fine dell’anno il piccolo sportello della frazione montopolese, per lasciare il posto alla nuova, grande filiale nel centro di Santa Croce, che dovrà arrivare in pochi anni a ospitare fino a 15 dipendenti. Inutili le proteste, le lamentele, con tanto di raccolta firme e con la minaccia di trasferire i conti correnti. Un rischio calcolato per la Banca di credito cooperativo di Fornacette, che abbandona uno sportello definitivo «improduttivo» in una logica di «crescita e razionalizzazione».

A spiegarlo è stato lo stesso direttore Mauro Benigni, ospite lunedì all’interno della Consulta. Un incontro che ha chiuso la partita sul nascere, in un dialogo con due lingue diverse. Da un lato i cittadini, per i quali la banca rappresenta prima di tutto un servizio e un supporto alla vita della comunità, soprattutto per un istituto che ha fatto del legame col territorio il proprio trampolino di lancio, dall’altro le logiche del mercato, che impongono all’impresa-banca una necessità di crescita che non può avere sul proprio percorso «sacche di improduttività». Così Benigni ha definito lo sportello di Marti, attraverso pochi numeri che hanno fotografato la situazione.

«Parliamoci chiaro – ha detto Benigni –. Noi abbiamo un miliardo e 300 milioni di raccolta, e di questi a Marti ce ne sono meno di 10 milioni». «La vecchia definizione della banca come servizio al pubblico – ha spiegato - ormai non è più appropriata. Oggi le banche devono essere guidate con logiche d’impresa: devono crescere e rafforzarsi per restare sul mercato, soprattutto nell’interesse del territorio in cui operano. Non possono più esistere delle sacche di improduttività. Per questo anche la Banca d’Italia ci invita a far funzionare gli sportelli che già abbiamo, razionalizzandoli e trasferendoli dove funzionano meglio. La scelta di Marti rientra a pieno in questa logica: si abbandona uno sportello improduttivo per andare in una struttura che offrirà da subito 8 posti di lavoro, destinati a salire a 15 in pochi anni».

Per minimizzare i disagi, la banca di Fornacette ha comunque scelto di installare a Marti uno sportello automatizzato, «capace di compiere il 95% delle operazioni», assicura Benigni, lasciando sul posto, per 2 o 3 ore al giorno anche un dipendente capace di fornire spiegazioni e di rispondere alla clientela. Una prospettiva, tuttavia, che convince poco il pubblico della Consulta.

Una ragazza fa notare che «con gli stessi costi, forse, tanto valeva lasciare aperto lo sportello». In tanti, invece, dicono di sentirsi traditi, dopo aver dato fiducia alla banca al suo arrivo in paese. «Avete abbandonato il legame col territorio – dice Marco Freschi –. Siamo stati usati e presi in giro: la filiale di Marti è servita solo per arrivare a Santa Croce». «Ancora una volta – aggiunge Aldo Bartolucci – le logiche economiche e del profitto prevalgono sugli interessi dei cittadini, sui servizi e sui valori sociali. Ed è una tendenza sulla quale occorre riflettere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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