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I sonetti di Dino landi

A Buti si fa poesia anche su una... via

A Buti si fa poesia anche su una... via

BUTI. A Buti si può far poesia anche su una via. L’attacco in rima, in questo caso, è giustificato. Perché il riposizionamento dell’insegna che indica via di Panicale ha chiuso una querelle a colpi...

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BUTI. A Buti si può far poesia anche su una via. L’attacco in rima, in questo caso, è giustificato. Perché il riposizionamento dell’insegna che indica via di Panicale ha chiuso una querelle a colpi di sonetti ed enjambement. I protagonisti? Il sindaco Alessio Lari e il poeta Dino Landi. Tutto nasce circa un anno fa, durante la presentazione del “Nuovo parnaso butese” al teatro Francesco Di Bartolo. «Durante la sua performance – racconta Lari – Dino scrisse una composizione in cui prendeva in giro l’amministrazione comunale per la mancanza della targa stradale di via di Panicale. Da allora ci siamo scambiati una promessa. Io mi sarei attivato per la ricostruzione dell’insegna, e una volta realizzata Dino avrebbe composto un’altra poesia di chiusura». Dopo che l’indicazione è tornata al suo posto, nella contrada Ascensione, con un post su Facebook il sindaco ha chiesto al poeta di mantenere l’impegno. «I panicalesi – scrive - butesi doc, da anni si lamentavano per l’assenza dell’indicazione della strada che porta al loro borgo. Anche un grande poeta di Buti, Dino Landi, aveva invocato con una poesia la restituzione della lapide. Ora che via di Panicale è tornata al suo posto, aspettiamo, come promessomi da Dino, una nuova composizione che andrà ad arricchire il parnaso butese». Detto fatto. Nel giro di pochi giorni è arrivata la risposta. Ovviamente in versi. «Risposi alla domanda: certamente in versi un grazie esprimerò per lei, se questo non facessi io sarei persona che dimentica e non sente. La via di Panicale ora presente penso che tutti i compagni miei vedranno quell’insegna, e dir vorrei ebbene si è deciso finalmente… Ora chi dal paese in alto sale che tanta gente si confuse assai dirà grazie al complesso comunale. Grazie di nuovo è finito ormai il tempo per trovare Panicale. Meglio il fare tardivo a quello mai!». D’altra parte l’intervento era necessario. Senza l’adeguata segnaletica in tanti faticavano a trovare la strada. Che fossero turisti in cammino verso il Monte Serra o corrieri in cerca dell’indirizzo giusto. «Infatti qualcuno si era addirittura smarrito o era andato a finire in un’altra strada – spiega il sindaco – noi ci abbiamo messo un po’ a ripristinare via di Panicale, a causa dei tempi lunghi del bando di gara per la segnaletica, ma è stato bello chiudere la questione con un’altra poesia».

Lorenzo Lazzerini

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