Il Tirreno

Pontedera

L’amianto è con vista asilo alle Case minime di Isola

di Giacomo Pelfer
L’amianto è con vista asilo alle Case minime di Isola

San Miniato, congelata la bonifica del sito dopo il crac del Consorzio Etruria I rischi per gli abitanti segnalati dalll’Asl 11 dopo i rilievi dei tecnici nel 2002

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SAN MINIATO. Il pericolo era stato segnalato e confermato già nel 2002. Eppure quelle lastre in eternit sono ancora lì, dopo 11 anni, di fronte all’asilo e nel bel mezzo di un quartiere, a pochi metri da balconi e finestre. Una soluzione mai arrivata, naufragata insieme al Pproject financing del 2005, e che adesso spingerà il Comune a richiedere una nuova perizia alla Asl 11. È il problema delle Case minime di Isola, eredità dell’emergenza seguita all’alluvione del ’66, tirate su in tutta fretta con le inconfondibili lastre ondulate in eternit e probabilmente con l’utilizzo di amianto anche nelle intercapedini delle pareti.

Un contesto di degrado di fronte all’asilo nido Lucignolo, che nella stessa struttura ospita anche il centro di ricerca La Bottega di Geppetto. A riaccendere l’attenzione sul problema è il capogruppo Pdl Roberto Ferraro, ricordando che «già nel 2002, a seguito dell’esposto di un gruppo di residenti, la Asl riferiva i risultati del sopralluogo confermando, in base all’ubicazione delle finestre delle case limitrofe, l’esistenza dei rischi paventati dai cittadini». «Il Comune – ricorda il consigliere - veniva invitato a prendere in considerazione, a medio termine, la sostituzione dell’eternit e a predisporre un programma di manutenzione e controllo. Fino al 2005, però, non fu fatto niente».

Quell’anno le strutture furono inserite nel Project financing, e cedute due anni dopo dal Comune al Consorzio Etruria per la realizzazione, al loro poso, di sei nuovi appartamenti da immettere nel mercato degli affitti per almeno dieci anni. «Previsione che è rimasta lettera morta – dice Ferraro – come gran parte delle opere previste dal project. Dopo undici anni le casette sono sempre al loro poso, come pure l’asilo. Le autorità sanitarie, nonostante l’evidente rischio ambientale, sembra si siano dimenticate del problema. Cosa strana se si pensa che in certe occasioni hanno dimostrato estrema sollecitudine a tutela della salute pubblica. Come non ricordare le reiterate chiusure inflitte a pizzerie di San Miniato accusate, nientepopodimeno, di immettere nell’aria odori di pizza. Anche le autorità comunali in questa vicenda non hanno brillato per sollecitudine».

Ferraro lancia un invito all’amministrazione: «Se l’attuale proprietario non ha intenzione di intervenire, lo faccia il Comune a tutela della salute pubblica, rimettendo poi il conto all’inadempiente». Da parte dell’amministrazione, l’assessore ai lavori pubblici Mariateresa Piampiani ricorda che «il permesso a costruire è stato rilasciato nel 2010, e che nel 2011 è stata richiesta e rilasciata una variante». «Il passaggio di proprietà è avvenuto – spiega – e non ci sono state ulteriori segnalazioni. Sarà comunque cura dell’amministrazione chiedere una verifica dell’Asl sulle condizioni dell’eternit e intervenire a seconda dell’esito del sopralluogo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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