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taglio del nastro

Apertura in centro per i Democratici

CASTELFRANCO DI SOTTO. Il Pd si fa spazio in pieno centro storico a Castelfranco di Sotto. Una collocazione scelta come simbolo di vicinanza e di costruzione comune della cittadinanza attiva, a...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Il Pd si fa spazio in pieno centro storico a Castelfranco di Sotto. Una collocazione scelta come simbolo di vicinanza e di costruzione comune della cittadinanza attiva, a contatto con le diverse fasce sociali. È questa la cornice in cui il gruppo dirigente dei democratici inserisce la nuovissima sede in corso Remo Bertoncini.

Il segretario del Circolo Pd Giorgio Moretti racconta come la sede sia nata grazie al lavoro dei militanti, che hanno reperito le risorse necessarie con i tesseramenti e le feste democratiche. Mentre il segretario comunale Pd Federico Grossi sottolinea: «Siamo l’unico partito che ha ancora questo modello di comportamento e continua a inserirsi nella realtà quotidiana, come ha dimostrato nella vicinanza fornita ai lavoratori della Lorbac».

Un taglio del nastro in pompa magna per la sede, inaugurata venerdì scorso dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. «Si tratta di un partito in cui si sa sempre a chi rivolgersi – dice Francesco Nocchi, segretario provinciale del Pd –. Infatti, ci siamo schierati contro scelte territoriali che ritenevamo errate, come nella vicenda del pirogassificatore, con lo scopo di combattere grandi battaglie a fianco della comunità». E aggiunge: «La scelta di aprire la sede in tempi così difficili è un segnale forte, perché fornisce un punto di incontro da tenere vivo tramite l’esercizio della responsabilità comune».

Anche per il vicesindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti: «L’inaugurazione è un segno di attenzione che parte dal basso e mette al centro il futuro. L’Italia non è solo in crisi per quanto riguarda i dati economici, ma anche per i valori da cui è animata. La sfida raccolta dal Pd è quella di farsi carico dei tempi infelici e tentare di ricostruire il Paese». Toti non tralascia nemmeno la spinosa vicenda Lorbac, il calzaturificio avviato al fallimento, con più di 80 persone che vivono una situazione drammatica, senza percepire un euro ormai da luglio. «Ciascuno, all’interno del partito, ha fornito la sua vicinanza ai lavoratori e all’azienda per far raggiungere un accordo che conciliasse le due categorie».

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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