Sicurezza
Acque sotto la lente i numeri a bilancio
SAN MINIATO. Sotto accusa bilanci e tariffe di Acque Spa. Numeri e cifre per investimenti, personale e compensi che si riversano poi sul conto di un’acqua troppo “salata”. A dirlo è il consigliere...
SAN MINIATO. Sotto accusa bilanci e tariffe di Acque Spa. Numeri e cifre per investimenti, personale e compensi che si riversano poi sul conto di un’acqua troppo “salata”. A dirlo è il consigliere Udc di San Miniato Michele Di Gianni, che ha presentato una interrogazione al sindaco Gabbanini. Il tema sarà in discussione nel prossimo consiglio comunale, alla presenza del presidente di Acque Giuseppe Sardu, che arriverà in aula per replicare ai rilievi mossi da Di Gianni in base al bilancio 2012 della società.
«Ci sono numeri che richiedono approfondimenti a tutela degli oltre 780mila utenti di Acque – dice il consigliere Udc –. Numeri che descrivono i contorni di un carrozzone dai costi ormai insostenibili per i cittadini». Di Gianni rileva addirittura «debiti per circa 315 milioni di euro a fronte di ricavi per circa 115 milioni».
E poi la questione del personale: «Un esercito di circa 700 dipendenti – afferma – con oltre 120 assunti nel 2012, in totale controtendenza al contesto di crisi economica, a cui si aggiunge però uno stuolo di ditte terze chiamate a effettuare lavori di manutenzione a macchia di leopardo, con conseguenti ulteriori aggravi di costi per l’utente finale. E poi i crescenti compensi per i consiglieri di amministrazione ammontanti a 860mila euro».
Non solo: «Negli ultimi anni per ordinarie richieste di allacci in zone urbane, Acque ha imposto ai malcapitati di turno di doversi far carico della realizzazione a proprie spese di nuovi tratti di estensione della rete, che rimangono poi a godimento della Società». Nell’interrogazione si sottolineano anche le condizioni dei 3mila chilometri di condotte gestite dalla società, «con notevole dispersione di acqua, nonostante gli ingenti investimenti e le tariffe superiori del 18% rispetto a quanto disciplinato dalle leggi, senza dimenticare la sentenza del Tar che ha accolto la posizione dei Comitati per l’acqua pubblica, mentre la Società idrica regionale e Acque fanno finta di niente».
L’interrogazione chiede di conoscere «le spese per manutenzioni e riparazioni nell’ultimo quinquennio sul territorio di San Miniato, la verifica dei casi di estensioni di rete a carico dell’utente per ordinarie richieste di allacci, le strategie della società alla luce del referendum Acqua pubblica. Di Gianni reclama anche una riduzione delle tariffe e la creazione di uno speciale fondo di solidarietà.(g.p.)
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