Il Tirreno

Pontedera

Agricoltori per hobby, niente fondi

Rivoluzione dei contributi comunitari, Coldiretti: in Valdicecina fuori il 20%

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VOLTERRA. Rivoluzione in atti per quanto riguarda i contributi Pac, politica agricola comunitaria. In sostanza, sono i fondi per coltivatori e imprese agricole. A inizio estate si è arrivati ad un accordo quadro a livello europeo, ma tuttora non è stato stilato un regolamento.

L’Italia probabilmente vedrà diminuire le proprie risorse pac a livello nazionale, al 2019, di circa 870 milioni di euro. «Tutte le organizzazioni agricole in Italia hanno firmato un documento e chiesto a Bruxelles – spiega Francesco Falchi della Coldiretti di Volterra – che dalla pac vengano esclusi i non Iap, imprenditori agricoli professionali». Coloro che di agricoltura non vivono, quindi.

Ormai decennale, a livello internazionale, la polemica sulla regina d’Inghilterra che usufruiva di ingenti contributi pac, in quanto titolare di terreni agricoli. Oppure, altro paradosso, i soldi ai campi da golf, che fino ad ora usufruivano dei benefici della pac.

«In Valdicecina le aziende agricole della nostra zona sono piuttosto ampie – continua Falchi – è difficile dare dati precisi, diciamo che facendo una proiezione, potrebbero non usufruire dei fondi legati alla pac circa il 20% delle attuali richiedenti, una percentuale relativamente bassa rispetto ad altre aree». Si tratta di persone in possesso di un piccolo terreno, magari con qualche decina di ulivi, che però non vivono di questo, ma usano il raccolto per lo più per sopperire ad un fabbisogno personale o semplicemente per hobby.

«Non è detto però che alcuni tipi di coltivazione prima non previsti, adesso rientrino nella pac, per esempio i molti ettari di foraggi della Valdicecina prima esclusi adesso dovrebbero rientrarvi – e prosegue - con il nuovo accordo, per la prima volta, i regolamenti della pac dovrebbero dare molta libertà allo stato membro che dovrà decidere come dividere circa il 50% dei suoi fondi». Come questo andrà ad influire sui territori, rimane tutto da decidere. «Le aziende grandi, oltre 30 ettari, e questo sta creando un pochino di allarmismo, dovranno fare il “greening” – prosegue Falchi – obbligo cioè di suddividere il proprio terreno almeno in tre colture, per creare diversificazione, i contributi sono agganciati in questo senso alla tutela ambientale e del paesaggio, generalmente le aziende agricole della nostra zona rispettano, per vari motivi, già questo criterio». La “lista nera” di Bruxelles esclude dai pac aree come i prati degli aeroporti o i campi da golf: nessun caso di questo genere in Alta Valdicecina.

Gianni Bianchi

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