Sicurezza
Violenze alla nipote lo zio è stato assolto
La ragazzina lo aveva accusato in un tema dato alla professoressa di italiano ma nel suo racconto sono emerse più contraddizioni e le accuse non hanno retto
SAN MINIATO. Assolto perché il fatto non sussiste. Lo zio, finito sotto inchiesta dopo che la nipote di 12 anni lo aveva accusato di averla fatta oggetto di violenze a sfondo sessuale, si è sempre difeso, ha sempre respinto con forza tutte le accuse. E la sentenza del Gip del tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, davanti alla quale l’uomo è stato giudicato con rito abbreviato gli dà ragione.
La vicenda ha inizio a marzo 2010, quando la professoressa di una scuola media di San Miniato si trova a leggere un tema molto diverso dal titolo che l’insegnante aveva assegnato. Non voglio fare questo, dice un'allieva, voglio parlare di una storia che mi interessa. E butta giù una sorta di racconto dell'orrore in cui in maniera suggestiva si racconta delle attenzione morbose dello zio, un fratello del nonno, verso di lei.
L’insegnante resta sconvolta e parla con la ragazza, poi si rivolge ai carabinieri che avvisano i genitori e ascoltano di nuovo la bimba. Sentita ancora dallo psicologo, davanti alla polizia e alla fine dal pm a cui viene affidata l'inchiesta, Antonio Giaconi.
Al centro delle delicate indagini quattro o cinque episodi durante i quali lo zio l'avrebbe toccata e si sarebbe fatto toccare nelle parti intime.
La dodicenne è stata più volte ascoltata ed è caduta in una serie di contraddizioni. Tanto che lo stesso pm, alcuni mesi fa, aveva chiesto l’archiviazione. Contro questa richiesta aveva fatto opposizione la parte civile che aveva ottenuto l’imputazione coatta dello zio, giudicato ieri con rito abbreviato.
La famiglia della ragazzina era assistita dall'avvocato Massimiliano Calderani di Pontedera; l’imputato era difeso dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Maria Teresa Schettini.
L'avvocato Di Giuliomaria fin dalle prime fasi della vicenda aveva detto che il tema e i successivi colloqui con la ragazzina avevano messo in evidenza un racconto abbastanza inverosimile. Certo, quindi, che le accuse nei confronti dell’imputato non avrebbero trovato conferme.(s.c.)
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