Il dolore
«Va istituita la commissione trasparenza»
CASCINA. Il centrodestra prosegue la sua battaglia per ottenere l’istituzione permanente della commissione di garanzia e controllo. A sostegno delle tesi dei consiglieri di minoranza anche il parere...
CASCINA. Il centrodestra prosegue la sua battaglia per ottenere l’istituzione permanente della commissione di garanzia e controllo. A sostegno delle tesi dei consiglieri di minoranza anche il parere del Difensore Civico regionale Lucia Franchini, messo nero su bianco in una nota indirizzata al presidente del consiglio di Cascina Paola Viegi. Da Firenze, analizzato il caso del nuovo regolamento del consiglio comunale cascinese, la dottoressa Franchini rileva che «la continuità della funzione di controllo, in questo senso, appare strumentale a garantire una maggiore efficienza della macchina amministrativa e ciò soprattutto alla luce della progressiva eliminazione dei controlli di legittimità e quindi della conseguente necessità di favorire una migliore verifica della rispondenza degli atti alle norme di legge e agli interessi della collettività». Parole che suonano come una conferma per Giacomo Cappelli e Antonio Affinito (Pdl), nonché per Susanna Ceccardi (Lega Nord). Dopo essersi imbavagliati in aula consiliare e sul corso di Cascina, e dopo aver presentato un esposto al Prefetto di Pisa, ora chiedono di nuovo la revisione immediata del regolamento del consiglio, affinché preveda la commissione di garanzia e controllo in forma permanente, e non temporanea su singoli casi previa approvazione di un terzo dei consiglieri. «Che a Cascina la commissione di garanzia e controllo non sia permanente è un fatto grave - ripete per l’ennesima volta Cappelli -, che mina la democrazia e il corretto funzionamento del nostro Comune». Quindi, aggiunge: «Il Difensore Civico regionale riconosce che, da quando sono stati aumentati i poteri delle giunte, l’operato delle minoranze si esplica proprio attraverso le commissioni e in particolar modo nella commissione di garanzia e controllo, motivo per cui la sua permanenza diventa fondamentale».
«Ancora una volta - aggiunge la consigliera Ceccardi - ribadiamo con forza i motivi della nostra battaglia, che in primo luogo è una battaglia per i diritti di tutti i cittadini e per la trasparenza all’interno della nostra amministrazione comunale. Finché non sarà cambiato il regolamento, torneremo dal Prefetto e non avremo remore nel rivolgerci anche al Parlamento». In ultimo, i tre consiglieri avanzano anche la proposta di eliminare il gettone di presenza per i membri della commissione, qualora la sua mancata istituzione sia addebitabile al solo problema dei costi.
Guido Bini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google