Sicurezza
Sul filo della tradizione e della qualità
Pochi ristoranti censiti: voto al Del Duca di Volterra, citazioni per Pepenero, Papaveri & Papere, Castero e Vecchia Noce
PONTEDERA. Tradizione e qualità: sembra essere questo il filo conduttore della Guida dell’Espresso ai ristoranti d’Italia. Almeno per quel che riguarda la nostra zona, la provincia di Pisa. La Guida dell'Espresso 2014, da oggi nelle librerie, è stata ancora più selettiva per Pisa città e la provincia dove non c'è nessun locale che entra nel cosiddetto lotto di ristoranti di "alta cucina". Per scelta del curatore, Enzo Vizzari, da quest'anno sono stati soppressi i voti da 12 a 13,5/20. I gastronomi che hanno visitato le migliaia di locali italiani hanno preso quindi in considerazione solo i punteggi da 14/20 in su. A fare la parte del leone è San Miniato: vanta due locali, segnalati dai critici gastronomici. Il primo è Pepenero il locale che viene gestito da Gilberto Rossi, chef che è diventato famoso davanti alle telecamere di Rai Uno, per le sue partecipazioni (una coronata da una vittoria finale) a “La prova del cuoco”. Ma non solo: il Pepenero, che si trova in via IV novembre, in pieno centro storico, è noto anche per i l suo singolare locale, il Peperino, il ristorante più piccolo (u tavolo) e romantico della Toscana: design moderno e proposte di prim’ordine ne fanno un locale assai frequentato.
Sempre a San Miniato c’è Papaveri & Papere. In cucina la maestria di Paolo Fiaschi che gestisce questo locale che si trova in via Dalmazia, in aperta campagna.
Tradizione e, soprattutto riconferme, per la Vecchia Noce di Vicopisano. Il ristorante prende il nome dall’indirizzo (è in via della Noce). E propone meni do terra e di mare.
E occorre salire fino a Volterra, per trovare, un altro caposaldo della gastronomia del territorio. È il Del Duca, il locale di via di Castello. I piatti, qui, sono per lo più di terra: cinghiale e tartufo sono presenti nelle proposte. Ed è l’unico, tra i ristoranti della provincia, ad avere una valutazione: 14 su 20 il voto .
E poi, c’è Castero, il locale di via Galilei, nella frazione di Lavaiano, a Lari. Cucina rigorosamente di terra in questo bel casolare a due passi dalla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno.
L’entroterra della provincia è tutta qui, poi ci sono le proposte più cittadine: non ci fosse il Lunasia Green Park di Calambrone (valutato con un buon 15/20 e insignito di un Cappello), nessun ristorante dei Comuni di Pisa, Calci, San Giuliano e Vecchiano comparirebbe tra i 50 migliori della Toscana. (A Casa Mia di Ghezzano valutato l'anno scorso 13/20, da Gino a Marina con 13,5/20 nella Guida del 2013, Dante e Ivana a Tirrenia che aveva avuto 13,5/20 e infine l'Enoteca a Marina a cui è stato confermata una menzione con commento). E a Pisa città? Solo una semplice citazione per l'Artilafo di via San Martino (l'anno scorso valutato 13/20), la Griglia di Varrone di via delle Colombaie, l'Osteria dei Cavalieri in via San Frediano, l'Osteria la Mescita in via Cavalca e il Porton Rosso di vicolo del Porton Rosso.
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