Il Tirreno

Pontedera

Lorbac, ultima chance per un accordo

Castelfranco, oggi l’incontro tra sindacati e legali della proprietà per evitare il fallimento

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Scade oggi l’ultimo giorno utile per tentare un accordo in sede sindacale sul caso Lorbac. In caso contrario, da domani, la questione passerà nelle mani della Provincia, che avrà altri trenta giorni di tempo per cercare una soluzione diversa da quella del fallimento. L’ultimo incontro fra i sindacati e gli avvocati nominati dalla proprietà, di fronte al commissario incaricato, è fissato per questo pomeriggio, a Pisa. Un estremo tentativo che al momento sembra avere poche possibilità, soprattutto dopo le posizioni emerse nel faccia a faccia di una settimana fa. Spazi di trattativa ristretti al minimo, alla luce delle ferme perplessità espresse dai legali in merito ai possibili costi della cassa integrazione straordinaria.

La richiesta avanzata dai sindacati e sostenuta delle istituzioni, infatti, è quella di prevedere l’attivazione di un ammortizzatore sociale in aggiunta alla semplice messa in mobilità, in modo da offrire una forma di sostegno economico immediata e più duratura per gli oltre 80 lavoratori del calzaturificio di Castelfranco che non percepiscono stipendio da luglio. Un modo, inoltre, per salvaguardare il rapporto di lavoro con l’azienda, tutelare professionalità che rischiano di perdersi per sempre, e avere anche il tempo per poter materializzare l’interessamento di imprenditori intenzionati a rilevare l’azienda. Da parte dei legali, tuttavia, sono stati sollevati dubbi sui conti da mettere in preventivo per rendere possibile la soluzione.

Anche sul fronte politico la linea è quella di insistere sulla strada della cassa integrazione straordinaria. Se n’è parlato anche mercoledì all’interno della Commissione emergenza occupazionale del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Paolo Marini, che ha incontrato le Rsa del calzaturificio con i consiglieri Ivan Ferrucci, Simone Naldoni e Marco Spinelli del Pd e Marina Staccioli di Fratelli d’Italia.

«L’impegno assunto dalla commissione – si legge in una nota della Regione - si concretizzerà in una mozione da iscrivere al prossimo consiglio regionale. Il timore, infatti, è che la proprietà segua la strada più semplice: andare in fondo alla procedura di messa in mobilità senza attivare alcun ammortizzatore sociale». Le Rsa hanno confermato alla commissione l’interessamento di imprenditori disposti a rilevare l’azienda. «Se è una notizia attendibile – ha detto Marini – occorre spingere su questa strada. C’è la massima attenzione e il massimo impegno affinché il Consiglio e l’assessorato competente agiscano nei modi e nelle forme ideali ad attivare gli ammortizzatori sociali». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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