Il Tirreno

Pontedera

Due mamme

Gita negata ai disabili scrivono al Ministro

Gita negata ai disabili scrivono al Ministro

CAPANNE. Hanno figli disabili e, come succede puntualmente ogni anno scolastico, si trovano davanti a una serie di ostacoli da superare ogni volta che viene messa in programma un’uscita didattica...

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CAPANNE. Hanno figli disabili e, come succede puntualmente ogni anno scolastico, si trovano davanti a una serie di ostacoli da superare ogni volta che viene messa in programma un’uscita didattica per la classe dove sono inseriti i ragazzi con handicap.

Così Cristina Mancini e Cristina Marianelli di Capanne hanno deciso di fare il possibile per aiutare i loro figli (frequentano istituti superiori a Pontedera) e al tempo stesso per risolvere il problema più in generale. Hanno scritto una lettera che hanno indirizzato al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, al presidente della Regione Enrico Rossi, al presidente della Provincia Andrea Pieroni, all’assessore regionale alla scuola e all’assessore provinciale che si occupa dell’istruzione e alla società della salute del Valdarno inferiore.

«La scuola è iniziata e, come sempre accade, durante l’anno scolastico, vengono programmate uscite didattiche che possono avere la durata di uno o più giorni. Normalmente tali uscite non presentano particolari difficoltà, ma ciò non è così quando all’interno della classe c’è un alunno con disabilità motoria», cominciano le due mamme.

Se la scuola pensa di programmare un’uscita didattica per più di un giorno, «si presentano tre possibilità: valutata la situazione, si rinuncia al viaggio penalizzando tutta la classe; la classe parte e il disabile resta a casa; il disabile partecipa, e la famiglia deve provvedere, a proprie spese, all’accompagnatore nonché ad un ulteriore quota di viaggio».

Un ventaglio di possibilità difficili da accettare per le famiglie. E questo accade in più realtà. «A nostro avviso, quando si presenta questa situazione, siamo nell’incostituzionalità: non viene rispettato il dettame dell’articolo 3 della nostra Costituzione, insito anche nell’articolo 12 della legge104/92: “Il diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito né da difficoltà di apprendimento, né da altre difficoltà derivanti dalla disabilità connesse all’handicap”».

Le due mamme chiedono che il problema venga affrontato e risolto «perché, come ha recentemente affermato il nostro Presidente del Consiglio, in occasione del cinquantesimo anniversario del disastro del Vajont, non devono esserci cittadini di serie A e di serie B».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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