Sicurezza
Dividere la casa anche senza essere parenti
L’Unione della Valdera insieme con l’Auser vara il progetto si chiama “Abitare solidale”: riduce i costi e le emergenze
PONTEDERA. Unire l’utile al dilettevole convergendo due problematiche in un’unica soluzione, alla riscoperta di un principio fondamentale che sembra essere sempre più spesso dimenticato: la solidarietà. Il progetto “Abitare solidale” lanciato dall’Unione Valdera e promosso dall’associazione Auser volontariato territoriale di Firenze in collaborazione con l’agenzia CasaValdera si occupa proprio di questo. «Acquistare un bene di prima necessità come la casa o prenderne una in affitto sta diventando per molti cittadini sempre più difficoltoso; al tempo stesso esistono persone, che pur avendone una di loro proprietà non riescono a gestirla autonomamente né a provvedere a determinate spese. Per unire le esigenze di queste persone, si è pensato di attivare un circuito di coabitazioni gratuite fondate sui principi del mutuo aiuto e della reciproca solidarietà – dice Corrado Guidi, sindaco di Bientina e referente delle politiche sociali.
“ Abitare solidale” è aperto a un target eterogeneo, che può comprendere persone separate rimaste senza alloggio, donne vittime di violenza che desiderano trovare un rifugio diverso dal tetto coniugale, disoccupati, imprenditori che visto l’attuale scenario economico hanno perso la propria attività, eccetera; dall’altro lato abbiamo persone spesso sole, come gli anziani, desiderose di un aiuto nelle mansioni di tutti i giorni o di un piccolo aiuto economico. Una combo innovativa per dare risposte concrete ad un problema reale spesso sottovalutato che incrementi un senso di coesione sociale all’interno della comunità. Sperimentato da 2 anni al di fuori della Valdera dall’Auser volontariato territoriale di Firenze, “Abitare solidale” ha ottenuti risolutati interessanti: “900 contatti in totale (790 solo di telefonate) e 400 persone “filtrate” e registrate; al momento sono state attivate 74 coabitazioni per un totale di ben 148 famiglie e 160 persone coinvolte” spiegano Gabriele Danesi e Luigi Baggiani dell’Auser. Al fine di replicare le pratiche di “Abitare solidale” nel territorio, l’Unione dei comuni, l’Auser e CasaValdera hanno sottoscritto un apposito protocollo di intesa appositamente per disciplinare i rapporti nella gestione concreta del progetto. Come fare per tentare di accedervi? La prima fase avviene tramite la candidatura, chiamando il numero verde oppure presentandosi agli sportelli di CasaValdera; a seguito nella seconda verrà stilato un profilo identikit del soggetto ritenuto catalogabile come ospitante/ospitato mediante un modulo che evidenzierà eventuali compatibilità tra domanda e offerta; nella terza fase si ha l’incontro vero e proprio per testare la conciliabilità dopodiché viene stilato un patto abitativo di reciproca solidarietà tra le parti (che vincola a un mutuo scambio di aiuti e servizi) e sottoscritto un comodato d’uso gratuito precario di immobile (uno strumento giuridico che non prevede né canoni di locazione né il termine della coabitazione, solo il tempo di preavviso in caso di un interruzione del rapporto). Nella quarta ed ultima fase, al fine del buon andamento della convivenza, avviene la monitorizzazione. Gli sportelli di CasaValdera sono aperti il lunedì pomeriggio dalle 15 alle 18 e il venerdì mattina dalle 9 alle 12.
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