Proteste
Ampliamento della discarica, oggi decide il Tar
PECCIOLI. Il recente dibattito sull'ipotesi di fusione dei comuni di Peccioli, Capannoli e Palaia, ha riportato sotto le luci dei riflettori la discarica di Legoli e le sue problematiche. «Ma ben...
PECCIOLI. Il recente dibattito sull'ipotesi di fusione dei comuni di Peccioli, Capannoli e Palaia, ha riportato sotto le luci dei riflettori la discarica di Legoli e le sue problematiche. «Ma ben poco rilievo è stato dato al fatto che il ricorso al Tar contro l'ampliamento è giunto alla discussione – dicono i Comitati di Legoli, Montefoscoli e Peccioli,promotori del ricorso contro l'ampliamento della discarica di Legoli – Oggi si terrà infatti a Firenze l'udienza di merito, dalla quale potrebbe scaturire una svolta sul futuro dello smaltimento rifiuti a Legoli, destinato a cessare in pochi mesi qualora il verdetto fosse favorevole ai ricorrenti».
La scelta di presentare ricorso al Tar nasce dalla convinzione, dei Comitati e del Wwf Italia, che l'ampliamento «sia stato approvato in maniera irregolare e sia viziato da lacune significative. La richiesta di sospensiva dei lavori di ampliamento ha accelerato l'iter giudiziario, portandolo a verdetto prima che si giungesse al completamento delle opere più significative e costose, cosa che avrebbe vanificato ogni sforzo, anche in caso di riconoscimento delle nostre ragioni giuridiche».
Per i Comitati l'ampliamento non è previsto dal piano provinciale dei rifiuti. «Se i giudici confermeranno questa nostra tesi, l'autorizzazione della Provincia sarà annullata, così come verrebbe annullata una qualsiasi concessione edilizia in contrasto col Piano Regolatore vigente», sostengono.
«L'attuale discarica ed il suo futuro ampliamento – proseguono ancora i Comitati –sono inoltre troppo vicini al centro abitato di Legoli. Il Piano Regionale impone, a salvaguardia della salute dei cittadini, una distanza minima di 500 metri. Ad affermare che tale limite sia violato è la stessa Belvedere, laddove nel progetto di ampliamento sostiene che "la discarica dista 300 metri dal paese". Infine, quello su cui sorge la discarica è classificato come terreno ad elevato rischio di franosità. Per mitigare i rischi connessi, l'Autorità di Bacino del Fiume Arno ha espressamente richiesto adeguate integrazioni al progetto di ampliamento, che a nostro avviso non sono mai state prodotte. Ovviamente siamo ben consapevoli che quella giudiziaria non è la via definitiva per ottenere un diverso approccio al problema dei rifiuti».
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