Il Tirreno

Pontedera

Stangata per gli evasori delle “case fantasma”

di Manolo Morandini
Stangata per gli evasori delle “case fantasma”

Previste sanzioni da migliaia di euro e il recupero di 5 anni di imposte e tasse In tutta la provincia gli 007 del Fisco hanno scovato 7.698 immobili irregolari

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PONTEDERA. Da sempre sotto gli occhi di tutti e adesso anche del Fisco. Sono ben 7.698 gli immobili “nuovi” scovati dall’Agenzia delle entrate nel territorio della provincia di Pisa. Una partita che vale 6,9 milioni di euro in termini di rendita per abitazioni, magazzini, autorimesse definite “fantasma” e portate alla luce del sole con un’operazione che ha preso le mosse alla fine del 2006. Tanti i furbetti del mattone che si vedranno recapitare conti “salati”. Ci sono i costi per l’accatastamento, rilievi, sopralluoghi, compilazione dei documenti e attività estimali. E quelli legati al recupero di imposte e tasse non versate, Irpef, Ici e Imu, dal 2008 a oggi. Oltre alle sanzioni. Ma nel conto potrebbe rientrare anche la tassa o il tributo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche in questo caso per gli ultimi cinque anni d’imposta perché sul pregresso è calato il sipario dell’oblio fiscale.

Lo scenario. In questi anni c’è stata più di un’occasione per mettersi in regola. A presentarsi spontaneamente al Catasto per aggiornare la propria posizione sono stati 5.076 proprietari. Mentre c’è chi non ha provveduto all’accatastamento spontaneo, l’ultima finestra si è chiusa il 30 novembre dello scorso anno, e così si è visto attribuire una rendita presunta che nel complesso dei 2.622 casi censiti in provincia di Pisa sfiora gli 1,8 milioni di euro. E poi c’è anche chi ha potuto far valere le proprie ragioni. Stando ai rilievi, infatti, nel 2007 erano state riscontrate 11.321 particelle catastali che in base alle mappe non tornavano con le foto aeree scattate dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. E in 3.623 casi i proprietari sono riusciti a sgombrare il sospetto iniziale degli 007 del Fisco. Nelle maglie dell’operazione “Case fantasma” ricadono non solo i fabbricati sconosciuti al Fisco, ma anche quelli che nel tempo hanno mutato destinazione o dimensione rispetto a quanto iscritto al Catasto.

La sberla. La “sberla” per i furbetti è a doppia cifra. La tassa non pagata viene raddoppiata o triplicata a seconda del tipo di “castigo” e poi moltiplicata per il numero di anni: cinque, ma c’è da vedere se tutti insieme. E comunque, in media, si tratta di conti per ciascun caso nell’ordine dei 10mila euro. A meno che l’interessato non riesca a dimostrare di aver diritto a qualche agevolazione. Per esempio, quelle stabilite da ciascun comune per la “prima casa”, ovvero l’abitazione in cui si vive, o che il fabbricato incriminato non ha allacciamenti alle utenze e dunque è da collocare al di fuori del campo di applicazione della tassa sui rifiuti.

Il dettaglio. Il sistema utilizzato dall’Agenzia delle entrate, ovvero la sovrapposizione delle foto aeree ad alta risoluzione alla cartografia catastale, ha permesso di individuare e censire al Catasto 60 mila unità immobiliari in Toscana per una rendita che sfiora i 52 milioni di euro. Un metodo che in provincia di Pisa ha permesso di scovare 1.865 abitazioni abusive. Inoltre, 3.417 magazzini e 1.430 autorimesse.

Spulciando i dati per comune a Cascina l’Agenzia ha fotografato 978 immobili, 751 a San Miniato, 570 a Volterra e 568 a Pontedera.. Uniche realtà al di sotto di quota 100 “fantasmi” sono Lorenzana (96) e Orciano Pisano (51).

Il caso. A Pontedera il Comune si è attrezzato con nuovi software che hanno permesso di verificare i dati forniti dall’Agenzia delle entrate rispetto a quanto iscritto nelle mappe catastali e nella documentazione a disposizione degli uffici comunali. «Rispetto ai 568 casi indicati dall’Agenzia dai riscontri quelli effettivamente al di fuori delle regole sono risultati qualche decina – afferma l’assessore al Bilancio Marco Papiani –. Abbiamo anche verificato che alcune segnalazioni erano già state regolarizzate dai proprietari degli immobili. Gli accertamenti sono partiti da più di due anni e oramai quanto poteva essere recuperato in termini di imposte e tasse lo abbiamo fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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