Finanza
Più colpite le zone di campagna che le città
L’indagine: gli illeciti si concentrano soprattutto dove i sopralluoghi sono più complicati e costosi
PONTEDERA. L’operazione “case fantasma”, questo il nome ad effetto scelto dall’Agenzia delle entrate, si chiude con una regola. Il furbetto colpisce soprattutto là dove l’occhio non vede. Insomma, è più difficile tenere nascosto un immobile non dichiarato in città piuttosto che in campagna, dove i sopralluoghi sono più complicati e costosi. Perciò, non è un caso che i primi risultati a livello comunale, diffusi nel 2007 dall’Agenzia, mostravano una forte incidenza di costruzioni fantasma nei territori collinari e di campagna.
Le stesse risultanze emergono dai dati a livello provinciale forniti adesso, alla fine dell’operazione. La conferma definitiva viene dal fatto che la provincia dove si sono registrati in assoluto più illeciti è Arezzo, che ha un territorio meno urbanizzato rispetto alle altre della Toscana: lì in tutto le unità immobiliari scovate sono state 10mila a fronte delle 60mila su scala regionale. E la regola trova conferma anche nei casi di Siena e Pisa, rispettivamente al 2º e 3º posto in termini numerici, con 8.026 immobili la prima e 7.698 la seconda.
La provincia di Firenze (il cui capoluogo è poi quello a maggior densità abitativa) si attesta solo al 5º posto con 6.611 unità immobiliari. Seguono Grosseto (6.814), Lucca con 5.319 costruzioni, Massa e Carrara con 4.788, Pistoia con 4.575, Livorno con 4.116 e Prato con appena 1.169. Dal punto di vista della rendita e quindi del valore degli immobili non dichiarati scoperti, invece, il primato è di Lucca (10,8 milioni di euro). Seguono Firenze (oltre 7 milioni), Pisa, Arezzo e Siena, tutte sopra i 6 milioni.
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