La manifestazione
«Ci siamo e ora vogliamo pure vincere»
Simone Giglioli parla della sua corsa alla segreteria pisana del Partito democratico
PONTEDERA. Ci sarà il sanminiatese Simone Giglioli nella corsa per la segreteria provinciale del Partito Democratico. Una candidatura divenuta ufficiale da pochi giorni e arrivata un po’ a sorpresa a rappresentare l’ala renziana del Pd pisano. Giglioli, 35 anni, capogruppo democratico nel consiglio comunale di San Miniato, si affianca come terzo pretendente ai candidati Francesco Nocchi, già segretario uscente (in quota Cuperlo) e Stefano Fabbri, portavoce del comitato per Civati. Una corsa a tre, dunque, nella quale «la spinta al cambiamento – ne è convinto Giglioli – sarà l’elemento forte di cui ogni candidato dovrà tener conto». «Perché se è vero – spiega – che in provincia c’è stato un ricambio generazionale, dall’altro si avverte ancora troppo conformismo e allineamento, anche tra i più giovani». Già a partire da mercoledì i vari congressi di circolo saranno chiamati a scegliere insieme le rispettive segreterie, quelle delle unioni comunali e la segreteria provinciale. Fino all’ultimo, tuttavia, la presenza di un candidato di area espressamente renziana è stata tutt’altro che scontata. «In effetti – spiega Giglioli – all’inizio non avevamo maturato un nome alternativo alla ricandidatura naturale di Francesco Nocchi. Poi abbiamo fatto un ragionamento diverso: se vogliamo portare un vento nuovo con la candidatura di Matteo Renzi a livello nazionale e quella di Dario Parrini alla segreteria regionale, ci siamo detti che in provincia non potevamo far finta di essere su Marte. Questa scelta non serve per contarci: se ci siamo è perché vogliamo vincere». Renziano della prima ora, frequentatore costante delle varie “Leopolde” del sindaco “rottamatore”, Simone Giglioli è stato tra i primi amministratori pisani a schierarsi apertamente con Matteo Renzi. E questo ha giocato a favore della sua candidatura, anche per il ruolo ricoperto in uno dei Comuni più grandi e popolosi della Provincia di Pisa. Prima dell’impegno in consiglio comunale, tuttavia, Giglioli non ha mai avuto incarichi negli organismi dirigenziali del partito. «E questo – dice – credo possa rappresentare un vantaggio, perché mi permette di essere totalmente libero da remore e zavorre». La carta da giocare, del resto, rimane quella del cambiamento, per una svolta che non sia solo anagrafica: «Il ricambio generazionale c’è stato ed è un fatto positivo – dice – che deve essere riconosciuto al segretario Nocchi. Tuttavia, a livello provinciale, il partito appare ancora chiuso, troppo legato a vecchie logiche e a certi padri ingombranti. Francamente vedo anche tra i giovani troppo conformismo e allineamento».
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google