Altri duemila euro per “Il sogno di Suamy”
Alla famiglia della bambina gravemente ammalata e bisognosa di cure costose è stato devoluto il ricavato delle feste dell’associazione “In ricordo di Simone”
STAFFOLI. Nel nome e nel ricordo di Simone Mazzanti, prematuramente scomparso il 30 aprile 2009 in un incidente in moto non lontano da casa all’età di soli 30 anni, si è costituita tre anni fa l’associazione "In ricordo di Simone Mazzanti", che organizza iniziative e con il ricavato fa continue donazioni per beneficenza.
Racconta la segretaria Monica Turini: «Stavolta è frutto dell’impegno dell’8 giugno 2013, "Un senso...a questa sera...", quinta edizione, quando per la serata in piazza Panattoni, cena in piazza e concerto a seguire, una "vecchia conoscenza" è tornata a calcare il palco staffolese.
Si tratta della tribute band di Vasco Rossi, "Il Resto della Ciurma", che sulle note della più grande passione di Simone, lo ha ricordato al meglio».
Quindi aggiunge: «Quest'anno la scelta a cui destinare l’aiuto è ricaduta sul comitato "Il sogno di Suamy". Suamy Pistolesi è una bambina molto malata che abita a Capanne, nel comune di Montopoli Valdarno, e la famiglia ha bisogno di supporto per le cure necessarie. Pertanto, noi abbiamo deciso di aiutarli con la donazione di duemila euro, consegnati tramite un assegno».
Poi, Turini racconta come è avvenuta la scelta di aiutare Suamy: «Le informazioni sulla malattia di Suamy sono state prese da internet e in seguito alle nostre visite alla famiglia Pistolesi. Alla consegna sono intervenuti i genitori insieme alla bambina. Occorreranno altri aiuti alla famiglia Pistolesi, e speriamo che il nostro impegno sia d’esempio per altri».
Suamy Pistolesi è una bambina di circa nove anni, affetta da encefalopatia epilettogena, una grave malattia causata da un'alterazione della corteccia cerebrale che le provoca continue crisi epilettiche e che le comporta di conseguenza un grave ritardo psico-motorio.
Adesso, la speranza arriva da una clinica israeliana, la Biocorrection Center, nei pressi di Tel Aviv, dove il professore russo Vitali Vassiliev cura casi come quelli di Suamy attraverso l'analisi e il controllo della dopamina, un neurotrasmettitore che, se mantenuto nelle quantità ritenute necessarie, può bloccare le crisi epilettiche.
Per valutare l'efficacia della cura servono però almeno tre sedute, di quindici o dieci giorni, a distanza di due mesi l'una dall'altra.
Le spese per le cure quindi sono difficili da sostenere, tenendo presente che l'unico che lavora in famiglia è il padre, Giorgio Pistolesi, che con un mutuo da pagare e altri due figli da mantenere fa veramente fatica. La madre, Cristina, ovviamente, non lavora per stare dietro continuamente a Suamy.
Così “Il sogno di Suamy” che vola fino ad Israele richiede sacrifici e l'aiuto di persone sensibili e di cuore.
L’associazione "In ricordo di Simone Mazzanti", volontaria e senza scopi di lucro, è presieduta da Fabio Della Maggiore.
Gli altri membri sono Alberto e Lidia Mazzanti, Stefano Agnoli, Fabio Della Maggiore, Alessio e Simone Fontana, Evelina Masi, Veronica Pasquinelli, Federico Pieracci, Giacomo Toschi, Riccardo Toschi e Monica Turini.
Preziose collaboratrici sono Elisabetta Arnolfi e Greta Pieracci, insieme agli amici di Staffoli.
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