Bulle a quindici anni, finiscono in comunità
La decisione del giudice del tribunale dei minorenni nei confronti di due ragazze che avevano picchiato una coetanea: è la prima volta in provincia
CALCINAIA. Con una scusa telefonarono all’amica di 15 anni. La convinsero, anche se erano due anni che la ragazzina di origini filippine subiva pesanti vessazioni proprio perché non voleva piegarsi alle richieste delle due, ad incontrarle ai giardinetti a due passi dalla scuola elementare di Fornacette.
Inizialmente le famiglie delle due bulle avevano cercato di difendere le figlie accreditando l’ipotesi che a picchiare la quindicenne fosse stato il padre. Numerose testimonianze raccolte dai militari hanno portato alla luce una situazione ben diversa. Il Gip del Tribunale dei minorenni di Firenze ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti delle bulle disponendo nei loro confronti - si tratta di un provvedimento applicato per la prima volta in provincia - la misura coercitiva del collocamento in una comunità per il recupero delle due ragazzine. È stato deciso di allontanarle dal contesto familiare per monitorare la loro risposta di fronte ad accuse così gravi e a nuovi stimoli educativi. Le due adolescenti sono infatti accusate di reati gravi. Si comincia con gli atti persecutori, concretizzati attraverso ripetuti episodi di bullismo, alle lesioni aggravate.
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