Il dolore
Da dipendente a imprenditrice «Mai scoraggiarsi»
Commercio, storie di donne che sfidano la crisi L’esperienza di Burgalassi e De Ruvo nella Città del Mobile
PONSACCO. Da una parte Simona, un lavoro che da un giorno all’altro la lascia a casa, con il solito mutuo da pagare e una famiglia da portare avanti. A 44 anni. Dall’altra c’è Franca, insegnante yoga, che due anni fa lascia Trento e cerca la sua strada inValdera. Due donne. Due storie che ad un certo punto sterzano, nonostante imprevisti, licenziamenti, crisi e difficoltà. Due vite che, ognuno con i suoi tempi, decidono di riprendere il binario dei sogni, comunque. E ce la fanno, entrambe portando idee, lavoro ed economia in quel di Ponsacco.
«Ho cominciato nel settore dell’ottica 15 anni fa, da dipendente: tre anni fa sono stata licenziata da un punto vendita livornese e improvvisamente mi sono ritrovata a casa, con famiglia e mutuo da portare avanti». Oggi Simona Burgalassi ha 46 anni e racconta il suo cambio di marcia proprio all’interno del suo negozio Invitros veritas. Da dipendente a titolare, con una persona al lavoro che la aiuta. Il passo sembra breve, ma in realtà non lo è. «Non sono abituata a piangermi addosso – continua – Appena licenziata ho cominciato a mandare curricula ovunque, sempre in questo settore che io amo tanto che per specializzarmi mi sono rimessa a studiare “da grande”». Tante carte, nessuna risposta. «Mi venivano prospettate posizioni precarie che non avrebbero risollevato la mia situazione: dopo sei mesi mi sono messa a cercare tra le agevolazioni per l’imprenditoria femminile e mi sono messa in gioco ed eccomi qua, soddisfatta del mio percorso». Un atto di coraggio che non è tutto rose e fiori. «Ho cambiato stile di vita, essere in proprio vuol dire avere sempre entrate differenti, ma consiglierei a tutti, pure in questi periodi di non mollare». Sempre a Ponsacco, a marzo, riprenderà vita un altro fondo, in piazza Valli. Un’avventura che porta lo spirito del Trentino Alto Adige. Dietro al bancone Franca De Ruvo, insegnante di yoga arrivata in zona due anni fa. «Tutto è nato quasi per caso – dice – Son sempre stata un’appassionata di yogurt e ogni tanto mi dicevo che avrei aperto una yogurteria tutta per me». L’idea di De Ruvo ingloba ben altro. «Un giorno mi è capitato di vedere quel fondo, diviso in due ambienti, adatto a quello che vorrei fare là dentro e quindi mi son detta, perché non provare». Ora l’imprenditrice è in fase di progettazione e lavori ai locali che diventeranno una sorta di scrigno di Arti e delizie ayurvediche. «A parte lo yogurt, serviremo prodotti non dozzinali ma molto particolari, anche etnici, ovviamente artigianali». Il primo ambiente sarà “il front”, per il consumo mordi e fuggi. «Nell’altro locale vorremmo fare una sorta di centro culturale dove poter leggere, ascoltare musica, organizzare serate e metterlo a disposizione per la cultura in generale». L’intenzione è quella di dar vita ad un momento di aggregazione. Paura della crisi? «Credo che oggi siano in difficoltà altri tipi di attività – chiude – Più o meno due euro in tasca tutti ce l’hanno e per un dolcetto c’è sempre spazio».
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