Il Tirreno

Pontedera

Arrestato per il colpo al portavalori

Un sanminiatese tra i membri del commando autore di una rapina a Firenze

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SAN MINIATO. Teneva i contatti tra i malviventi e le guardie giurate complici. Questo il ruolo di Ivan Di Donato, il trentenne originario di Milano ma residente a San Miniato, con dimora a Castelfiorentino, arrestato ieri nell’ambito dell’operazione “Trenta denari” della squadra mobile di Firenze su disposizione del procuratore Giuseppe Quattrocchi per l’assalto con armi a un furgone portavalori lo scorso 22 marzo nella zona industriale di Capalle, nel capoluogo toscano. Ma all’uomo viene imputato anche un ruolo attivo nella rapina. Nel complesso sono sette gli arrestati, tra cui tre persone con precedenti per omicidio.

Nel commando armato figura un affiliato alla Stidda, la mafia di Gela, già condannato per duplice omicidio e tentato omicidio, Raimondo Giuseppe Romano, 44 anni, originario di Gela, detenuto a Sollicciano dal 1992 e che al momento della rapina al portavalori si trovava in semilibertà. Secondo le indagini della squadra mobile di Firenze, la mattina del 22 marzo uscì dal carcere ma non si presentò alla ditta dove lavorava come carpentiere proprio perché impegnato nella rapina al portavalori.

L’operazione ha portato in manette per l’assalto al portavalori Mariano Bucca, 58 anni, originario di Palermo ma residente a Lastra a Signa, gravato da precedenti di polizia per omicidio, associazione a delinquere, furto e rapina: fu processato nel 1985 a Reggio Emilia per l’uccisione di due uomini sull’autostrada del Sole, duplice omicidio avvenuto l’anno prima nell’ambito di una guerra fra clan per il controllo del traffico di droga. Altro personaggio di spessore Giovanni Grisafi, 61 anni, nato a Palermo ma residente a Firenze, gravato da precedenti di polizia per omicidio, oltre trent’anni fa, e rapina, è accusato di aver preso parte al colpo e di aver dato appoggio logistico.

Arrestati, inoltre, Gianluca Spanu, 26 anni, di Palermo, residente a Firenze, responsabile di aver preso parte alla rapina e di aver procurato i veicoli rubati, uno scooter e un’auto, usati per il colpo. E le due guardie giurate, dipendenti del gruppo Btv Battistolli di Vicenza. L’autista del furgone, per aver simulato l’incidente che consentì di mettere a segno il colpo, Roberto Slanzi, 45 anni, di Prato e residente a Pistoia, e il collega Andrea Rossi, 50 anni, fiorentino, che in passato ha lavorato come guardia giurata al Palazzo di giustizia di Firenze e che, secondo le indagini, ha fornito informazioni sul carico e sul percorso del furgone. Inoltre la polizia ha denunciato altre due persone, ritenuti fiancheggiatori del commando.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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