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Un doppio incendio per spaventare e avere dei soldi

Un doppio incendio per spaventare e avere dei soldi

I due roghi dolosi ai danni dell’azienda santacrocese Emac al centro delle indagini su un’associazione a delinquere

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SANTA CROCE SULL’ARNO. I due incendi sospetti, apparentemente senza un movente preciso anche se chiaramente dolosi, ai danni dell’azienda Emac di Santa Croce sull’Arno, un magazzino di articoli industriali e per il settore conciario, entrano in un’indagine dei carabinieri di Lucca e della Guardia di Finanza di Firenze che ha portato all’arresto di tre persone. Gli arrestati, gravitanti nelle province di Lucca, Pistoia, Pisa, Crotone e Reggio Calabria, sono accusati, a vario titolo, di partecipazione a due associazioni per delinquere: una finalizzata ad estorsione, minaccia, incendio, e detenzione di armi e l'altra finalizzata al traffico di stupefacenti. Per il capo di entrambe le associazioni per delinquere, Giuseppe Lombardo, che vive ad Altopascio, i reati sono aggravati dall'aver favorito la cosca di 'ndrangheta "Facchineri", operante in Calabria e Lombardia. Ieri ad Altopascio dal Gico della Guardia di Finanza di Firenze, sono stati sequestrati ai fini della successiva confisca, case, terreni, due chili di dorga, armi ed auto nella disponibilità dell'organizzazione criminale per un valore complessivo di oltre 1,4 milioni di euro.

Già i carabinieri della compagnia di San Miniato, nei mesi successivi ai due incendi, che risalgono alla primavera del 2012, avevano trovato una serie di riscontri per risalire ai presunti autori degli incendi e che sono ancora al vaglio della Procura di Pisa. Nel frattempo le indagini coordinate dal pm della Dda di Firenze Ettore Squillace Greco e condotte dai carabinieri, sono arrivate a individuare il gruppo che sarebbe responsabile anche di incendi e intimidazioni per convincere gli imprenditori a versare il pizzo. E tra gli episodi al centro delle indagini c’è anche l'incendio del magazzino della ditta di articoli industriali di Santa Croce sull'Arno. Tra gli arrestati c’è Salvatore Varsalona, palermitano residente ad Altopascio, già condannato in via definitiva per omicidio, con precedenti di spaccio e ritenuto "riscossore dei crediti" per conto dell'organizzazione. Secondo le accuse l’uomo non disprezzava di usare la minaccia a mano armata per spaventare e soggiogare gli acquirenti dello stupefacente inadempienti. Risulta coinvolto nell'incendio della fabbrica di Santa sull'Arno nel marzo del 2012 per questioni che però non sarebbero collegate alla proprietà dell’azienda stessa. Tra i destinatari di ordinanze di custodia cautelare anche Luca Tomei, di Castelfranco di Sotto, indagato per spaccio e considerato l’intermediario tra il Lombardo e alcuni nomadi per l'acquisto di 4 fucili rubati e di 50 cartucce, ritrovati e sequestrati dai carabinieri durante le indagini.

Sabrina Chiellini

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di Redazione web