Sicurezza
Il rettile ha freddo e ora si veste di lana
Gli accoppiati del pitone con stoffa, agugliati e floccati tra le novità presentate dal comprensorio alla fiera internazionale del settore
INVIATO A BOLOGNA. Sarà la stagione dell'intensità. Pelli morbide al tatto e alla vista, dai colori saturi e profondi. Si mostrano in anteprima nella maxi vetrina di Lineapelle a Bologna, ma per sfoggiarle dovremo attendere la stagione autunno-inverno del prossimo anno. Con i rossi couture che si declinano in chiari e scuri a fare da leitmotiv. Un richiamo cromatico che fa da padrone negli stand delle aziende sulle due sponde dell'Arno. Al pari dello stile delle proposte, niente estremi e poche novità se non quelle orientate a qualificare la gamma delle produzioni già consolidate. «Si cercano cose concrete – afferma Piero Rosati della conceria Incas –. Pelli più naturali e meno sofisticate».
La tre giorni bolognese, che si chiude oggi, lascia tra gli imprenditori il dubbio sulle date dell'evento, che arriva quando ormai le collezioni sono pressoché fatte. Ma qualcosa dovrebbe cambiare nell'edizione di primavera 2014. Chi non aspetta è Iacopo Gronchi della conceria Samantha: «Presentiamo anche un'anteprima delle proposte per la primavera-estate del 2015. Un modo per investire nel futuro e destare l'interesse degli stilisti che così possono avvantaggiarsi».
A far da filo conduttore è l'ottimismo. Nonostante le incertezze sulle quotazioni delle pelli grezze. «I clienti in fiera conoscono il problema ma non è facile far digerire i nuovi prezzi», afferma Graziano Bellini della conceria Dingo. «C’è il timore che la clientela possa spostarsi su tipologie di prodotto meno costose», dice Michele Matteoli del cuoificio Otello.
Negli stand arrivano i clienti, ma non mancano volti nuovi. Tra le soluzioni sceniche per catturare l'attenzione dei visitatori e distinguersi nella platea di 545 concerie alla Bretagna è stato allestito una sorta di percorso didattico, dalla pelle grezza a quella finita. «L'idea l'abbiamo avuta osservando le facce dei clienti quando entrano in conceria, sono sbalorditi dall'intensità del processo», dice Paolo Testi.
«C’è un ritorno alle pelli stampate a imitazione di quelle animali», dice Luca Rovini di Meridiana. «Le grandi firme sono sempre presenti – sostiene Angelo Montanelli di Marbella –. A destare interesse sono i nostri vitelli morbidi con rifinizione a lamina liquida e intagli di vario tipo». Sfoggia la cifra ecologica Michele Carrara di Vicar: «Presentiamo una pelle in pelo d'agnello ecologica e lavabile a secco, adatta sia per abbigliamento e calzatura. L'abbiamo chiamata Eco-de».
A scommettere sull'innovazione è Sandra Testai della conceria Antiba. Dalle pelli di pesce conciate, varietà Tilapia, che ha il vantaggio di costare molto meno del pitone agli accoppiati con stoffa, agugliati e floccati. «Dalle squame delle pelli di pitone esce la lana. Sembra quasi un controsenso nascondere il pellame ma sta incontrando i gusti delle griffe. L'abbiamo presentato in nero ma abbiamo richieste anche per mix di colori». Ettore Valori della conceria Valori sull'equilibrio tra novità e tradizione non ha dubbi: «Quando si arriva a stringere l'ordine ogni cliente ha la sua pelle». La M2 produce scamosciati. «I prodotti di base danno maggiori garanzie di vendita», dice il titolare Luca Masoni. Lo sostiene anche Gianfilippo Settesoldi della conceria Miura, che aggiunge: «Presentiamo un classico Box, adatto alla calzatura, che siamo riusciti a rendere più malleabile e adatto anche ad altri impieghi». «Seminiamo molto in fiera, ma resta da vedere quale sarà il raccolto», dice Mario Brillanti di Zabri che registra una forte presenza di stranieri.
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