Sicurezza
Allarme per il grezzo, serve più attenzione dall’Europa
BOLOGNA. «Serve più attenzione da parte dell'Europa. Dalla Commissione Europea ci è stato risposto che non esiste un problema di approvvigionamento per il grezzo, dato che nel continente il numero...
BOLOGNA. «Serve più attenzione da parte dell'Europa. Dalla Commissione Europea ci è stato risposto che non esiste un problema di approvvigionamento per il grezzo, dato che nel continente il numero di imprese che operano nel settore si è ridotto in misura significativa».
La sintesi del problema la fa Salvatore Mercogliano direttore dell'Unic, l'Unione nazionale dei conciatori.
Un appello caduto nel vuoto, lanciato a una sola voce con i sindacati di categoria, a fronte del problema di reperimento di materia prima di qualità e dei prezzi praticati che in base alla tipologia dal 2009 a oggi hanno subìto rialzi da quattro a sei volte. Una dinamica che toglie ossigeno alle concerie.
Da una parte le maggiori necessità di risorse finanziare per gli acquisti del grezzo e dall'altra la difficoltà a trasferire il maggior costo nel prezzo praticato ai clienti finali.
Il servizio economico di Unic continua a registrare sulle pelli grezze tendenze a rialzo del prezzo. Per le pelli bovine l'aumento è del 30%, mentre per il vitello e di taglia intermedia ci si attesta al +23%, le vacche e i tori a +20%.
«Le taglie medie e piccole sono ai massimi storici», affermano i dirigenti dell'Unic. E aggiungono: «I rincari interessano tutte le tipologie europee».
La tendenza al rialzo dei prezzi investe tutto il ventaglio di materie prime impiegate nel processo conciario. Il borsino Unic mette in evidenza per il petrolio un +6,5% rispetto all'inizio dell'anno e un +6% per i metalli.
(m.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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