Gioco
Po: no alla sotto cultura dell’intolleranza, ci scusiamo
VOLTERRA. «Come amministratori del Comune di Volterra, seppure di minoranza, sentiamo il dovere di rivolgere le nostre scuse più sentite alla famiglia di Chicago, che ha denunciato l'episodio di...
VOLTERRA. «Come amministratori del Comune di Volterra, seppure di minoranza, sentiamo il dovere di rivolgere le nostre scuse più sentite alla famiglia di Chicago, che ha denunciato l'episodio di intolleranza vissuto al museo Guarnacci». Comincia così il commento del gruppo Progetto Originario rispetto alla discriminazione avvenuta ai danni di una famiglia gay con bambino segnalato sul sito Tripadvisor. «Le istituzioni comunali, a cominciare da quelle culturali, devono essere ricordate dai visitatori per la gentilezza e per l'accoglienza ricevuta, prima ancora che per la qualità delle opere», continuano. «Qualcuno solleva dei dubbi sulla veridicità dell'episodio pubblicato prima su Tripadvisor e poi su alcuni giornali locali e nazionali: da un lato verrebbe da augurarsi che si tratti davvero di una bufala o di una burla, ma resta difficile immaginare che persone che abitano in un altro continente, non abbiano trovato niente di meglio da fare che inventarsi la falsa storia di una disavventura vissuta nel museo etrusco di Volterra». Si stigmatizza quello che Po chiama “sotto cultura dell’intolleranza”. «In questi anni è andata diffondendosi in Italia, e Volterra non fa eccezione, la sotto cultura dell'intolleranza che si accompagna anche con la volgarità delle parole e dei comportamenti. Motivo di più per prendere posizione e non passare sotto silenzio episodi come questo che deve essere biasimato». E specificano: «In primo luogo per aver negato il diritto ad uno sconto dovuto alla famiglia in questione, e per la maleducazione e l'intolleranza dimostrate dal dipendente. Non chiediamo interventi disciplinari. Ma un chiarimento è necessario. Per far capire, se ce ne fosse bisogno, che cortesia e disponibilità non sono aspetti caratteriali opzionali ma requisiti professionali indispensabili».
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