Il Tirreno

Pontedera

Ora c’è anche il software contro i rischi chimici

di Marco Sabia
Ora c’è anche il software contro i rischi chimici

È il progetto a cui sta lavorando la “Ingenia” che ha ottenuto un finanziamento di 45mila euro dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Un’azienda santacrocese, l’Ingenia Srl - con sede legale a Fucecchio - ottiene un finanziamento di 45mila euro dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), grazie al quale ha commissionato ad un laboratorio altamente qualificato - gli Archa di Pisa - un software per la gestione del rischio chimico nelle aziende conciarie e calzaturiere, così da salvaguardare sia la salute degli addetti che quella dell’ambiente circostante.

Un progetto veramente innovativo, per il quale ha infatti ottenuto il finanziamento del Miur pochi giorni fa, dopo che la domanda era stata presentata nel lontano 2009. Un progetto che, inoltre, potrebbe avere un bacino d’utenza veramente ampio, visto che nel comprensorio del Cuoio - di cui Fucecchio fa parte insieme a Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno, Montopoli, Santa Maria a Monte e San Miniato - le ditte che producono pellame e calzature sono centinaia, nelle quali ogni giorno ci si confronta con l’utilizzo di prodotti particolari - e a volte pericolosi - per la lavorazione di queste merci. Per questo Ingenia, che si occupa di servizi alle aziende, ha voluto investire su questo aspetto, perché ogni giorno gli operai sono alle prese con solventi, coloranti in polvere, sostanze acide e basiche forti, che vanno maneggiati con estrema cautela, per la salvaguardia dell’individuo e del contesto ambientale.

Se il software avrà risposta positiva dal mercato, Ingenia ne trarrà beneficio, magari assumendo a lungo termine dei nuovi dipendenti. In ogni modo, anche se non ci fossero nuove assunzioni, grazie a questo prodotto potrebbero migliorare molto le condizioni lavorative degli addetti del sistema conciario-calzaturiero, in cui alcune mansioni sono molto dure e faticose.

A spiegarlo è Agostino Pantani, uno dei due soci di Ingenia: «La filosofia che sta dietro a questo software – precisa – è quella della gestione del rischio chimico, che riguardi le persone o l’ambiente. C’abbiamo puntato fortissimo e senza questo finanziamento non ce l’avremmo fatta. Di sicuro è stato premiato il carattere innovativo del nostro prodotto, grazie al quale nelle aziende ci sarà una gestione in tempo reale dell’aspetto della sicurezza. È il futuro».

Preservare l’ambiente è fondamentale in questo tipo d’imprese, in cui vengono utilizzati prodotti molto complessi a livello chimico, soprattutto dopo che nelle scorse settimane era scoppiato il bubbone dello scandalo del depuratore di Ponte a Cappiano, gestito dall’Associazione Conciatori di Fucecchio che, secondo l’indagine delle Fiamme Gialle, depurava soltanto il 30% delle sostanze che riceveva, riversando nell’Usciana - e poi in Arno - liquami fortemente dannosi e nocivi.

Il progetto d’Ingenia va nella direzione opposta, quella che punta a creare un sistema di sviluppo sostenibile del nostro ecosistema, oltre che ovviamente dagli operai stessi.

«Vogliamo – continua Pantani – che gli imprenditori siano pienamente a conoscenza delle sostanze che impiegano nelle loro lavorazioni. I prodotti pericolosi si possono utilizzare, ovviamente conoscendone le caratteristiche e con tutte le dovute cautele. Il software in questione serve proprio a questo». Ecco la storia d’Ingenia, piccola azienda di servizi alle imprese del territorio, che con una semplice ma innovativa idea potrebbe rivoluzionare il distretto conciario e quello calzaturiero, nei quali sono impiegati migliaia di lavoratori dell’Empolese-Valdelsa e del comprensorio del Cuoio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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