Sicurezza
Messa e raccolta di soldi in memoria di Giuseppe
FORCOLI. Con il suo nome è nata una associazione benefica: Giuseppe Morelli è deceduto un anno fa. E venerdì, in occasione del primo anniversario, gli amici e i conoscenti di Giuseppe si riuniranno...
FORCOLI. Con il suo nome è nata una associazione benefica: Giuseppe Morelli è deceduto un anno fa. E venerdì, in occasione del primo anniversario, gli amici e i conoscenti di Giuseppe si riuniranno nella ex sede della Misericordia di Forcoli, dove sarà celebrata una messa e dove saranno raccolti anche dei fondi che, poi, verranno devoluti alla Parrocchia di San Frediano a Forcoli.
Soldi che saranno utilizzati per alcuni interventi di manutenzione, di cui ha bisogno la chiesa.
Giuseppe Morelli, è stato un ex calciatore, poi è diventato allenatore di squadre di calcio della Valdera. Un anno fa è deceduto per un tumore che se lo è portato via all’età di 51 anni.
E proprio nel mondo dello sport locale, tra i suoi ex compagni di squadra e quei tanti giovani che ha avuto come allievi , è nata l’idea della costituzione di una associazione che portasse il suo nome, che ne ricordasse la figura umana e sportiva. E che avesse, come obiettivo, il sostegno di iniziative benefiche. Proprio come accadrà venerdì sera, in occasione della messa che sarà celebrata a Forcoli.
Un calciatore del Progetto Peccioli, Stefano Filippi («il tuo capitano»), in occasione della nascita dell’associazione, ha scritto un testo, dedicato proprio a Giuseppe Morelli.
Una lettera, nella quale racconta il loro rapporto intenso e speciale: «Sento che mi manca qualcosa, un vuoto enorme, che hai lasciato a tutti quelli che, come me, hai allenato con passione e con amore, come un padre che cresce bene i propri figli. Avevi tutte le settimane 20 ragazzi che venivano al campo per divertirsi e ascoltare i tuoi consigli o le tue avventure di calciatore. Riuscivi a parlare anche della malattia: usando metafore calcistiche dicevi che era come una lunga partita ai calci di rigore. E che solo determinazione e grinta avrebbero potuto sconfiggerla. La tua forza immensa di vivere, purtroppo non è bastata».
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