«Fusioni, dov’è fallita occorre far partire la gestione associata»
L’assessore regionale Vittorio Bugli: un peccato perché non avranno gli incentivi previsti per chi ha scelto di unirsi
PECCIOLI. Le fusioni, il giorno dopo. Quelle che sono state promosse dai cittadini (Lari-Casciana Terme e Crespina-Lorenzana) e quelle che invece, sono fallite. Bocciate dalla gente. È accaduto a Capannoli e a Peccioli, che si trascinano, in questo verdetto, anche Palaia, dove il “sì” ha vinto. A loro, a meno che il consiglio regionale non decida autonomamente in una fusione (il referendum era consultivo), tocca l’obbligo, dal gennaio del 2014 della gestione associata di alcuni servizi: cinque. Per i quali sono previsti anche aiuti economici. «La Regione li assegna all’unione, che può essere fatta, per la gestione associata tra due, tre o più Comuni», spiega l’assessore regionale Vittorio Bugli, che il processo referendario lo ha seguito fin nei particolari, partecipando, a più riprese, a una serie di incontri sul territorio.«Certo – dice Bugli – gli aiuti sono assai diversi, nella quantità, rispetto a quelli che i tre Comuni avrebbero ottenuto con la fusione: il calcolo parla di 7 milioni e mezzo di euro. La Regione favorisce questo, con una legge: si finanziano i progetti che vengono fatti con la gestione associata». C’è una curiosità che ruota intorno al referendum dei tre Comuni dell’Alta Valdera: la differenza tra il sì e il no è di poche decine di voti. E il conto complessivo dei sì è superiore di oltre 400 voti, al no. Potrebbero pesare sulla decisione del consiglio regionale.«Credo che alla fine – prosegue Bugli – anche se il referendum era consultivo, si debba tener conto di quel che la gente ha detto andando alle urne». Nelle settimane precedenti alla consultazione i timori principali che sono emersi nei confronti delle fusioni, hanno riguardato soprattutto l’incertezza degli incentivi che la Regione ha promesso ai nuovi enti. «Un problema che tra un paio di mesi non esisterà più – sottolinea l’assessore regionale – perché quando i soldi arriveranno ai Comuni che hanno scelto di fondersi, questo argomento svanisce. E rimarrà la consapevolezza che chi ha deciso di non intraprendere questo percorso, avrà rinunciato a questi contributi».
Altro “spauracchio” per il voto quello legato ai tributi locali. In tanti hanno gridato alla possibilità che le tasse che paghiamo ai Comuni, col nuovo ordinamento, avrebbero rischiato di lievitare. «Dal primo di gennaio del prossimo anno – prosegue Bugli – dove sono state votate le fusioni, nascerà un nuovo Comune, che deciderà la propria vita amministrativa autonomamente, in funzione del proprio bilancio. Certo, con gli incentivi che arriveranno, la situazione economico-finanziaria di partenza permetterà manovre più leggere».
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