Il Tirreno

Pontedera

Esposte verso le banche a rischio cinque aziende

Esposte verso le banche a rischio cinque aziende

In bilico un centinaio di posti di lavoro tra Santa Croce, Fucecchio e Ponte a Egola Alcune di queste imprese sono addirittura sul punto di chiedere il concordato

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. Aziende storiche che si ritrovano col fiato corto, indebolite da anni di crisi che ne hanno minato le finanze, rendendole incapaci di investire per rispondere agli ordini e agganciare un’eventuale ripresa. Casi isolati forse, ma che da alcune settimane stanno facendo parlare il comprensorio. Voci che raccontano di importanti aziende del settore concia in gravi difficoltà finanziarie, e che addirittura sarebbero pronte a chiedere il concordato. Due nomi di peso a Santa Croce, altrettanti a Ponte a Egola e almeno un altro a Fucecchio, per un giro di almeno un centinaio di posti di lavoro.

A confermarlo è Loris Mainardi della Cgil: «Parliamo di imprese, anche storiche – spiega – che soffrono di una certa esposizione nei confronti delle banche e dei creditori, e che in alcuni casi erano già state ricapitalizzate. Aziende che hanno avuto solo una boccata d’ossigeno ma che non riescono a respirare. Per adesso non c’è ancora niente di ufficiale, ma la sensazione è quella di una difficoltà finanziaria: una mancanza di liquidità che rischia di far perdere ordini e soprattutto l’aggancio a un’ipotetica ripresa. Un po’ come il maratoneta che scoppia a pochi metri dal traguardo».

Casi estremi, ma che secondo Mainardi rappresentano il vertice di un problema, quello degli insoluti, assolutamente da non sottovalutare. Situazione che nasce, per molte aziende, da un’inevitabile calo di ordini conseguente alla crisi di consumi, «ma anche – sottolinea il sindacalista – dai margini di guadagno sempre più stretti e sempre più lontani nel tempo. Margini che finiscono per azzerarsi al primo errore. E le difficoltà si riflettono poi in modo ancor più diffuso fra le aziende contoterzi». Da qui il campanello d’allarme per il futuro: «Tutti i momenti di crisi – riprende Mainardi – generano necessariamente una selezione. L’importante è riuscire a salvaguardare il sistema del distretto, con un settore consortile che ha rappresentato la forza di questa zona. Non vorrei, però, che fossimo di fronte a una selezione in negativo, perché questa difficoltà rischia di colpire soprattutto le aziende che hanno investito, quelle che hanno rispettato le regole dimostrando di credere in se stesse».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web