Il Tirreno

Pontedera

«A noi è andata male, uniamoci»

di Francesca Suggi
«A noi è andata male, uniamoci»

Nuovi negozi chiudono. L’appello di un commerciante: succede a tanti, proviamo a fare gruppo

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PONTEDERA. C’è sempre meno ossigeno dietro alle vetrine del centro di Pontedera. E sono sempre di più quelle serrande abbassate, insieme ai nuovi cartelli affittasi o cessione attività a raccontare un commercio in grave sofferenza.

A fine settembre, dopo una vita nel mondo dell’abbigliamento baby, il negozio “Simonetta” spostatosi in via Castelli chiude dopo un mese di sconti maxi che hanno decretato la fine, almeno momentanea, dell’attività. In zona, non riesce neppure a spegnere il primo anno di “commercio green ” l'Eco bottega di piazza Gronchi che nel novembre scorso sfida la crisi in quel di Pontedera per lanciare uno stile di vita “rifiuti zero”. Eppure di quelle mensole profumate adesso non è rimasto niente: solo un cartello affittasi rimane a ricordare lo spirito imprenditoriale che ha provato a mettere in campo la giovane eco-commerciante di Ponsacco.

Tentare, sempre e comunque. Con questo motto lo stesso commerciante della frullateria (ex ormai) in piazza Curtatone e Montanara prova a ripensare in chiave costruttiva, la sua brutta esperienza dietro al bancone di granite e fantasia, durata un anno. Paolo Rampello oggi ha 60 anni e a fine agosto decide di chiudere definitivamente quell’attività che non poche grane gli ha dato. «Sono tanti ultimamente i colleghi commercianti nella mia stessa situazione: mi piacerebbe lanciare un appello un po’ controcorrente proprio a loro, ovvero quello di riunirci e ritrovarci tutti insieme, magari per concentrare le idee e provare a risalire la china insieme». Un’idea giusta, magari condivisa, prende forza e forse trova i canali giusti per emergere: questo pensa il 60enne che ha alle spalle altre esperienze nel mondo del commercio.

«Chi mi volesse contattare questo è il mio numero: 327 3528055, credo che oggi più che mai l’unione fa la forza», aggiunge. E non manca di raccontare la sua esperienza, tutta pontederese: «Io ho preso in affitto questo fondo lo scorso anno, al mio posto prima c’era una paninoteca ci tengo a ricordare – e va nei dettagli – In Comune mi dicono che le carte che servono sono apposto e che non ci sono problemi: dopo due mesi mi arriva una lettera dalla Asl che mi ordina l’immediata chiusura per la presenza all’interno del locale del pozzetto di scarico, che per legge deve star fuori». Rampello dice di essere sorpreso: «Né il proprietario del fondo, né nessun altro mi aveva avvertito di questo e neppure pensavo che ci fossero delle irregolarità dal momento che prima c’era una paninoteca».

Nella diatriba ci entra anche un avvocato che tutela il commerciante, ma la matassa a detta sua è dura da sciogliere.

«Da una parte dovevo stare chiuso e dall’altra avevo bisogno di lavorare per mandare avanti la famiglia: a un certo punto non ce l’ho più fatta e ho dovuto scegliere di chiudere l’attività. In tutto questo mi sono sentito preso in giro da più parti, comunque non perdo la mia voglia di continuare a provarci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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