Il Tirreno

Pontedera

Maxi sorpresa, niente maxi Comune

di Cristiano Marcacci
Maxi sorpresa, niente maxi Comune

Bocciata la fusione dell’Alta Valdera. Solamente Palaia vota per il sì. Il no vince sia a Peccioli che a Capannoli

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PECCIOLI. Proprio nella zona in cui il fronte del sì si è più speso e ha più speso (il riferimento è al sostanzioso contributo che la “Belvedere Spa”, società di gestione della discarica di Legoli, ha erogato per la realizzazione dell’opuscolo informativo con tutte le opportunità previste in caso di vittoria dei favorevoli), c’è stato l’inatteso ribaltone. Renzo Macelloni, patron della “Belvedere”, scopre all’improvviso che talvolta si può anche perdere. Lui era uno dei più accaniti sostenitori del maxi abbraccio a tre (Peccioli, Palaia e Capannoli), ma gli elettori gli hanno voltato le spalle. Nel comune di Peccioli ha trionfato il no ed il dato, insieme alla risicata vittoria dei contrari alla fusione in quel di Capannoli (solo 22 voti di differenza!), serve per bloccare la fusione fra i tre territori, anche se complessivamente il sì ha vinto per 2.804 voti contro 2.449. Ma la legge parla chiaro e per il momento non se ne fa di niente. Ci sarà sicuramente l’occasione per riparlarne, forse con un bagaglio di maggiori informazioni, conoscenze e approfondimenti da consegnare ai cittadini.

Sarà stato senza dubbio un no all’insegna dei campanili e del timore di perdere l’identità, ma forse è stato anche un no ad una discarica che continuerà a lavorare ancora per decenni, condizionando le scelte economico-sociali degli amministratori di turno. In molti, probabilmente, hanno dato ragione a chi, in campagna elettorale, sosteneva che a Peccioli l’oro derivante dallo smaltimento dei rifiuti non esiste più. Soprattutto devono aver fatto questa riflessione a Capannoli, dove si è avuto paura di mettersi in casa una discarica da milioni e milioni di metri cubi.

Lo schieramento del sì è sorpreso e deluso dal risultato, che non consente di passare subito alla fase di creazione del Comune dell’Alta Valdera. «La vittoria dei no a Peccioli e a Capannoli – afferma Pier Paolo Tognocchi, consigliere regionale del Partito Democratico – prova quanto sia difficile lottare contro i campanili e affermare le riforme necessarie. Il conservatorismo ha purtroppo prevalso».

In onore dell’alleanza bipartisan che si era costituita nelle settimane precedenti, la pensa così nel centrodestra anche Matteo Arcenni, di Fratelli d’Italia: «Il popolo, quando vota e si esprime – sostiene – ha sempre ragione. Stavolta, però, sono convinto che si tratti di un voto viziato essenzialmente da una gran bella dose di campanilismo e da tanta disinformazione. Negli ultimi giorni i fautori del no hanno riempito la testa della gente con un sacco di bugie, millantando dati e notizie assolutamente falsi, compresi quelli relativi ai bilanci del Comune di Peccioli e della “Belvedere Spa”, che in realtà sono sanissimi. Inoltre, se qualcuno aveva paura che Macelloni potesse diventare sindaco del nuovo maxi Comune, dico tranquillamente che lo stesso Macelloni non sarebbe mai diventato il primo cittadino. Ed ancora: se qualcuno aveva paura della discarica, quest’ultima non può certo rappresentare un problema economico. Semmai, può essere un problema ambientale, ma da gestire con competenza e lungimiranza, come avrebbe sicuramente fatto il nuovo Comune». Arcenni è comunque convinto che è stata gettata alle ortiche una grande opportunità di sviluppo. E ora, che succederà? «Niente di particolare – risponde –. Come Fratelli d’Italia saremo presenti alle elezioni in tutti e tre i comuni con delle nostre liste mettendo l’impegno quotidiano a disposizione dei cittadini. Ma è indiscutibile che siano andate perdute importanti possibilità, come ad esempio l’abbassamento dell’aliquota Irpef o la riduzione del costo dei pasti alla mensa scolastica». Saltano i tappi dello spumante, invece, al comitato del no, tra i “Critici della Fusione” (così era stato chiamato il gruppo Facebook). Tra i maggiori artefici del successo figura senza dubbio Franco Cavallini, ex vicesindaco di Macelloni a Peccioli. La sua opera di convincimento dell’elettorato è ben riassunta nel dato della frazione di Montecchio (Peccioli), suo paese di residenza, dove i no hanno stravinto con il 73,47%. «Passateci una battuta: talvolta anche i politici di campagna fanno capire alla gente quali sono le cose importanti per le quali occorre lottare», dice subito Cavallini riferendosi all’infelice e inelegante battuta di Renzo Macelloni in campagna elettorale, quando apostrofò con questi termini i leader dello schieramento dei contrari. «È una vittoria – aggiunge Franco Cavallini – dell’intelligenza dell’elettorato, che non si è fatto abbindolare dal marketing e dalle false informazioni. La gente ha invece deciso di informarsi autonomamente e di votare con la propria testa. I cittadini vogliono essere trattati come tali e non da clienti. Inoltre, questo successo di Davide contro Golia rappresenta senza dubbio una sconfitta politica per la “Belvedere Spa” e per il sistema-discarica, che tanto si sono prodigati al fianco del sì».

Palaia resta al palo. Si è espressa decisamente per il sì, per quasi il 66%, ma è rimasta isolata. Il sindaco Alberto Falchi ha comunque le idee chiare: «Bisognerà subito organizzarsi – dice – e pensare a come gestire in forma associata servizi e funzioni fondamentali, come la Regione ci impone di fare a partire da gennaio. I dati dicono che la strada della fusione è tracciata, anche perché sommando i voti dei tre comuni il sì ha vinto nettamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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