La manifestazione
Dal Pd: «Sindaco e direttore, perché nessuno si è scusato?»
VOLTERRA. La vicenda della famiglia discriminata all’interno del museo Guarnacci continua a far discutere, in città ed oltre, denunciando lo sdegno che cala sul colle etrusco. Ad intervenire è la...
VOLTERRA. La vicenda della famiglia discriminata all’interno del museo Guarnacci continua a far discutere, in città ed oltre, denunciando lo sdegno che cala sul colle etrusco. Ad intervenire è la consigliera comunale Pd Francesca Moretti, da sempre sensibile all’educazione al diverso. «Una famiglia nucleare, appena composta è semplicemente il primo ambiente in cui il singolo individuo è inserito, ambiente che permane nella maggior parte dei casi per tutta la vita. Sono un gruppo di persone che intendono crescere e condividere creare dei modelli di valori per dare struttura ed entità alla loro unione. Questo è il mio punto di partenza per dire che ad oggi non si può assolutamente mettere in discussione l’identità di genere dei membri di una famiglia quando questa è composta, ed in particolar modo ha ad il suo interno un figlio». E ancora: «Trovo gravissimo aver messo in discussione questa stabilità, ciò può divenire una seria minaccia per un’identità emotiva di tutti i membri». Rincara: «Non voglio denunciare solo un gesto, quello della biglietteria che è comunque è da biasimare, ma la mancanza di un’apertura di un’integrazione che non doveva permettere un’interpretazione personale alla dipendente, ma doveva essere sancita all’interno di regole precise che evidentemente mancano nel museo. Infatti mi chiedo che cosa ha fatto il direttore in questi anni, se non solo lamentarsi per lo stipendio».
La consigliera Pd chiude: «Chiedo al sindaco ed al direttore del museo perché, ad oggi, la nostra comunità non si è scusata e non ha mostrato una volontà a farlo: Volterra si è sempre distinta per le sue politiche di educazione al diverso, ed ora non riusciamo a stare nemmeno al passo con i tempi, polarizzati su di un bigottismo anacronistico».
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