Gioco
Sfrattata, minaccia di restare in municipio insieme al bimbo
Dopo essere rimasta senza casa in seguito a uno sfratto, una famiglia di extracomunitari con un bambino, è andata a protestare e a chiedere una casa all’ufficio sociale del Comune
PONTEDERA. Dopo essere rimasta senza casa in seguito ad un sfratto, una famiglia di extracomunitari con un bambino, è andata a protestare e a chiedere una casa all’ufficio sociale del Comune di Pontedera.
«Mi hanno sfrattato con la promessa di aiutarmi – si sfoga Samira, 40 anni, di origini marocchine residente in Valdera da quattro anni – non chiedo una casa per tutta la mia famiglia ma un tetto per mio figlio». La migrante abitava in una casa al Romito da cui è stata sfrattata, ieri mattina. «Quando sono arrivata in Comune ai servizi sociali mi è stato detto che non avrebbero trovato alcuna soluzione».
La donna, presa dallo sconforto, ha cercato di richiamare l’attenzione sul suo problema contando sull’aiuto del marito e di altri due connazionali. «Mio marito, che è egiziano, lavora saltuariamente – racconta – ma non ce la facciamo a mantenere una casa, abbiamo lasciato quella che avevamo in affitto con la promessa del Comune che ci avrebbero aiutato a trovare un alloggio in un centro accoglienza. Ma una volta consegnate le chiavi ci siamo trovati in mezzo alla strada».
La richiesta di Samira non è caduta nel vuoto, soprattutto pensando al figlio. La donna è rimasta nell’atrio dell’anagrafe e dei servizi sociali minacciando di restare a dormire in Comune in mancanza di una risposta da parte dei servizi sociali.
Durante la giornata, con l’intervento dell’assessorato al sociale, è arrivata una soluzione temporanea. Madre e figlio hanno trovato alloggio in una struttura di accoglienza. Il padre è stato ospitato da alcuni connazionali, come spiega l’assessore comunale Matteo Franconi.
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