Il dolore
Ponsacco, Lizzani e la Casa che non è mai stata aperta
Quattro anni fa il regista scomparso fu nominato presidente onorario del “Museo del cinema”: doveva nascere all’Odeon ma naufragò poco dopo
PONSACCO. C’era un filo che legava Ponsacco con Carlo Lizzani, il regista che ha deciso di togliersi la vita, ieri l’altro, a 91 anni, gettandosi da una finestra. Un filo che aveva un comune denominatore: il cinema. E un progetto che avrebbe dovuto rilanciare il Cinema Teatro Odeon.
Un progetto ambizioso, a metà tra il museo del Cinema e un luogo dove gli studenti avrebbero trovato materiale per approfondire i loro studi sulla Settima Musa. E ambizioso, anche perché, riuniva, intorno a questo disegno, personalità di spicco della cinematografia italiana: dal preside dell’Università di Pisa Alfonso Iacono (era il 2009), al presidente del centro multimediale del Cinema, Giancarlo Galardini. Collante dell’idea, il professore Marco De Santi, che ricopriva il ruolo di direttore artistico della struttura. E lui, amico personale di Carlo Lizzani, aveva coinvolto il regista assegnandogli - in accordo con il Comune - la presidenza onoraria. C’era stata anche una cerimonia ufficiale, a metà tra la celebrazione della carriera di Lizzani e l’investitura in quell’importante ruolo istituzionale. Era il 28 gennaio del 2009, quando per un giorno intero, il regista scomparso, fu protagonista a Ponsacco: prima con una cerimonia che si tenne nella sala consiliare del Municipio di Ponsacco, poi con la proiezione - proprio in quella che avrebbe dovuto essere la sede della “Casa del cinema”, del suo ultimo film di quei giorni: Hotel Meina, pellicola che aveva girato due anni prima e che raccontava di una strage di ebrei avvenuta in un albergo sul lago di Como. In quell’occasione, prima della proiezione, Lizzani incontrò il pubblico in sala e parlò brevemente, con loro. «Sono inorgoglito – disse – del nuovo incarico che mi è stato conferito e gioisco per voi per il battesimo di questa Casa del Cinema».
Lizzani lanciò un “lunga vita alla Casa del Cinema”. Ma quel progetto non ha mai visto la luce. È naufragato pochi mesi dopo.
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