Attenzione
«Un’opportunità per crescere»
Le opinioni. Ma c’è chi sottolinea anche gli aspetti negativi dei nuovi enti
LARI. Gli appelli al voto, in questi ultimi giorni, sono arrivati da più parti: il sindaco di Pisa Marco Filippeschi è «dalla parte dei cittadini, dei sindaci e dei consigli che hanno promosso la fusione dei Comuni. Così si fanno i veri risparmi di risorse e di tempi».
Non può che esprimersi per il “sì” Mirko Terreni, sindaco di Lari: «Cambiare, fonderci con Casciana Terme ci dà la possibilità di invertire la brutta congiuntura che stiamo vivendo. E di aprirci per una nuova crescita».
Da Lorenzana, Aron Chiti, del Partito democratico che appartiene al Comitato della fusione a 5, sottolinea i toni accesi e addirittura «violenti – dice – di chi è a favore della unione tra Lorenzana e Crespina. Fosse solo per questa arroganza, occorre votare “no”: davvero rivolete la stessa gente che ha governato negli ultimi anni?», si domanda. Sono di tutt’altro avviso, i Giovani democratici dell’Alta Valdera. «Ci preoccupiamo dei giovani della generazione 2.0 – scrivono in un comunicato – abituati ad allargare i propri confini reali e virtuali, e spesso poco interessati alle dinamiche locali: siamo favorevoli all’istituzione di un Comune dell’Alta Valdera, per molteplici motici, di carattere economico, politico e sociale. Il nuovo grande ente, a livello sociale, potrà unire ancor di più. per ragioni storiche, geografiche ed economiche, apparteniamo già a un’unica comunità, la Valdera, che riveste un ruolo di vitale importanza per tutta la Provincia di Pisa».
Chi ha cento motivi per opporsi, è il sindacato dei Cobas, e i Comunisti per Lari che sull’argomento, ha stilato un vero e proprio decalogo, per dire “no alle fusioni: tirano in ballo il patto di stabilità; i problemi organizzativi dei Comuni, alla incertezza sia sui contributi che sono stati promessi ai Comuni che alla diminuzione delle spese.
Scomoda Manzoni («un matrimonio che s’ha da fare» Andrea Zavanella, presidente Cna Pisa, per dire che per gli artigiani la fusione è da votare. «SI va nella direzione della semplificazione e della riduzione del peso delle burocrazie». «Ridurre la frammentazione - incalza Rolando Pampaloni, Direttore Generale Cna Pisa – consente risparmi di spesa (si parla di quasi 125.000 euro risparmiati), ma importanti sono anche il potenziamento dei servizi, la maggiore omogeneità nell’accesso agli stessi, riduzione dei passaggi burocratici e soprattutto i 7.497.967,77 di euro che in 10 anni arriverebbero nelle casse del nuovo Comune».
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