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Tartufo, degustazioni in tutta Italia

Tartufo, degustazioni in tutta Italia

San Miniato: la conviviale al ristorante “Il Convio” ha presentato i frutti della prima raccolta 2013

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SAN MINIATO. Buona la prima raccolta, del pregiato tartufo bianco delle colline sanminiatesi. Come ha mostrato la cercatrice Angelica Nardi, al ristorante “Il Convio”: un tubero già profumato, e di discrete dimensioni: 140 grammi. «Per la pezzatura, e per essere integro – ha detto – vale non 1.500 euro al chilo come le pepite, ma 2.200 euro». Dunque un piccolo tesoro, anche per una lamellatina sui piatti. Che l’esperto enogastronomo Enrico Bimbi ha abbinato ai vini di Usiglian del Vescovo, di Palaia. E che ha fatto felice anche Delio Fiordispina, presidente della Fondazione San Miniato Promozione: «Tutti vogliono il nostro tartufo. Lo porteremo in degustazione, in questo mese d’ottobre, il 14 a Roma, il 21 a Milano, il 23 al consiglio regionale a Firenze, e nei giorni del convegno Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani) dal 23 al 25 a Firenze. Inoltre, avremo iniziative all’aeroporto di Pisa e al museo Piaggio. E sarà in degustazione alle Coop della Toscana.

Anche l’assessore comunale Giuditta Giunti si è detta «orgogliosa di queste conviviali promozionali, che con il patrocinio dell’amministrazione comunale valorizzano il tartufo e gli altri prodotti del territorio. Il clou sarà nel mese di novembre, con gli ultimi tre fine settimana, 9-10, 16-17 e 23-24 alla Mostra mercato nazionale del tartufo bianco nel centro della città». Ai fornelli de “Il Convio”c’era anche Carlo Borsellini, una garanzia per il palato.

I vini sono stati presentati dall’enologo agronomo Francesco Lomi, con il direttore commerciale Efidelio Di Sessa, e serviti da sommelier. Nei bicchieri, in successione, il bianco Ginestraio Igt 2012, il Chianti Docg 2011, e una vecchia conoscenza, “Il Cina”, rosso Igt 2009, già assaggiato nel 2010 e che è sempre lo stesso: ma ora è a 13 gradi e mezzo. Tra le chiacchiere a tavola, non poteva mancare la curiosità afrodisiaca del tartufo. E Fiordispina ha concluso che «gli antichi greci l’avevano consacrato a Venere, dea della bellezza. Ed è storia che la nobildonna Lucrezia Borgia ne ordinava a ceste».

Luciano Gianfranceschi

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