Lutto
«Li ricordo bene tutti e tre erano ospiti del mio hotel»
Parla la titolare dell’albergo del centro. Intanto si restringe il cerchio su chi ha commesso la discriminazione ai danni dei turisti gay in visita al museo
VOLTERRA. “A great hotel for our family of 3”. Entusiasmo e apprezzamenti per l’hotel Etruria, in centro, che li ha ospitati a cavallo dell’ultino weekend di fine agosto. Li esprimono in inglese, pardon in americano, perchè i due turisti gay, con bambino di 7 anni, sono di Chicago, Illinois. Sono proprio loro i protagonisti, ai loro, della discriminazione subita al museo etrusco, come raccontano sul sito di recensioni turistiche di riferimento mondiale, Tripadvisor, il 1 settembre.
«Me li ricordo bene, erano due uomini sulla cinquantina, sempre sorridenti e socievoli, con un bambino di colore sui 6,7 anni», raccontano direttamente dalla struttura ricettiva di via Matteotti. Sono gli stessi turisti a parlare bene dell’hotel, sempre su Tripadvisor. Sempre il 1 settembre.
Belle parole da una parte, e un report pessimo dall’altra, intitolato “Un’istituzione omofoba” che si riferisce proprio al Guarnacci. Alla loro richiesta di poter beneficiare dello sconto famiglia (che da regolamento prevede l’ingresso di 2 adulti e prole, senza specifiche di genere), si sono sentiti rispondere da una donna, in modo scomposto, che una famiglia è composta da un padre e una madre, non da due uomini. Un’accoglienza che nel terzo millennio suona come uno schiaffo in faccia ai diritti civili e al rispetto tra persone. Uno schiaffo che fa male. Il tam tam mediatico è micidiale: un attimo. «Per la domenica di Volterra A.D., i genitori hanno pure vestito il bambino con costumi medievali», continuano dall’albergo. La famiglia gay americana esiste. In barba a tanti “non risulta”, “chissà se è vero”, “non è possibile”. Intanto le verifiche a Palazzo vanno avanti. Sembra che all’interno della giunta ci siano sensibilità differenti che si scontrano. Lo dimostrano le stesse dichiarazioni rilasciate ai giornali dal vicesindaco Fedeli che ammette l’errore e intende andare a fondo. «Stiamo ancora approfondendo la dinamica, quelle persone avevano diritto allo sconto». Più chiuso nel fortino il sindaco Buselli: «Abbiamo chiesto alle addette alla biglietteria e nessuna ricorda un episodio del genere: non esiste la possibilità che qualcuno possa essere discriminato, se l’episodio si fosse verificato, riconduce ad un’interpretazione non richiesta di un operatore».
Pare, invece, che le verifiche siano avanti, tanto da aver ristretto il campo (considerato il periodo di visita della famiglia gay) a due persone (dei quattro addetti comunali alla biglietteria normalmente in servizio). E di queste due, uno è un uomo.
Altro servizio a pagina 21
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