Sicurezza
Arrestati dai carabinieri dopo un furto
Grazie ad un computer trovato tra la refurtiva i militari sono risaliti al cittadino derubato
TERRICCIOLA. Grazie ad un computer trovato insieme ad altra refurtivai carabinieri hanno potuto arrestare due stranieri con l’accusa di ricettazione.
Gli oggetti che sono stati trovati sull’auto dei due giovani, residenti a Milano, erano stati rubati in un’abitazione a Pisa poco prima del loro fermo. Due stranieri, un cittadino georgiano di 25 anni e uno originario della Repubblica Ceca di 30 anni, sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Terricciola che erano impegnati in un servizio di controllo del terrotorio disposto dalla Compagnia di San Miniato.
I due stavano percorrendo la strada provinciale della Fila nel comune di Terricciola a bordo della loro auto, quando hanno suscitato l’interesse dei carabinieri hanno deciso di procedere al loro controllo. «L’ispezione accurata dell’auto, indotta dallo stato di particolare agitazione che i due manifestavano, ha consentito di rinvenire, nascosti nel bagagliaio dell’auto, numerosi preziosi, altri oggetti di valore e vari articoli di elettronica di cui ovviamente i due stranieri non erano in grado di giustificarne il possesso», hanno spiegato i carabinieri.
Sull’auto c’era anche altro materiale da “lavoro”, attrezzi usati per la forzatura e lo scasso delle serrature. A quel punto i militari dovevano solo capire a chi era stata rubata la merce trasportata.
Grazie ad alcuni indirizzi e dati trovati nel computer sequestrato sulla macchina dei presunti ladri i carabinieri sono risaliti al proprietario che è stato rintracciato e ha confermato che aveva subito un furto.
I due stranieri, uno dei quali sprovvisto di regolare documento di soggiorno sul territorio nazionale ed entrambi senza fissa dimora sono stati inizialmente sottoposti a fermo di indiziato con l’accusa di ricettazione e trasferiti in carcere dove sono rimasti fino all’udienza di convalida per poi tornare in libertà.
Il Gip del Tribunale di Pisa ha applicato nei loro confronti la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Milano, città presso la quale hanno riferito di essere domiciliati.
I preziosi e l’altro materiale rinvenuto sono stati riconsegnati al proprietario, ovviamente soddisfatto di essere almeno riuscito a recuperare gli oggetti di sua proprietà.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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