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La maison del lusso sposta il magazzino in bilico 45 lavoratori
Ponte a Egola, l’appalto è in scadenza con la fine dell’anno Carrara (Filt-Cgil): «Apriremo un tavolo con la Provincia»
PONTE A EGOLA. Ci sono meno di tre mesi all’orizzonte. Oltre c’è solo il buio. In quest’arco di tempo, entro la fine dell’anno, rischiano di trovarsi in mezzo alla strada i quarantacinque addetti della cooperativa Dna che operano all’interno della piattaforma logistica di Ponte a Egola. L’impianto è gestito dalla società Ceva, che ha dato in subappalto le attività, per conto del committente Prada. Il colosso della moda, infatti, sembra intenzionato a trasferire le attività in una nuova sede, allontanandosi dal Comprensorio del cuoio.
«Si tratta di personale che si occupa della logistica, svolgendo un’attività di eccellenza – afferma il segretario provinciale della Filt–Cgil Goffredo Carrara –. Preparano le spedizioni per conto di Prada e sono tutti dipendenti con esperienza e professionalità nel settore della moda». Le voci di un imminente trasloco si fanno insistenti. «Si accentuano le voci di trasferimento in un nuovo sito da parte della casa di moda – spiega Carrara –. Per adesso l’appalto è stato prolungato solo fino al 31 dicembre. Perciò dall’inizio del nuovo anno le incertezze sono totali».
Per inquadrare la situazione è stata svolta una prima assemblea all’interno del magazzino di Ponte a Egola in cui si svolgono le attività di logistica. Due ore in cui sono stati decisi i passi da compiere per accendere i riflettori sulla vicenda. «Abbiamo fatto una prima assemblea con i lavoratori che sono esasperati e preoccupati. Sta crescendo la volontà di mobilitarsi con iniziative di lotta per sollecitare quelle risposte che ad oggi non arrivano. Da Ceva c’è almeno arrivata la garanzia che l’appalto è garantito fino alla fine dell’anno. Un periodo di tempo in cui però è necessario attivarsi per far luce sul futuro». Lunedì la delegazione sindacale incontrerà i vertici di Ceva. «Abbiamo inviato anche una richiesta formale alla Provincia di Pisa per istituire un tavolo sulla vicenda, che opererà in parallelo a quello sindacale. L’obiettivo è di mettere insieme tutti i soggetti coinvolti nella vicenda per arrivare a una risposta che garantisca l’occupazione».
Gli spazi per una soluzione sono tutti da costruire. «La cooperativa Dna è recentemente subentrata nelle attività di Ceva come subappaltatore all’interno del Polo della logistica di Piaggio, a Pontedera – afferma il segretario Filt–Cgil –. Un appalto a cui si lega il passaggio nella coop del personale delle coop che prima operavano nella struttura: oltre cento addetti più una quarantina a tempo determinato. E ciò chiude le porte alla possibilità di un riassorbimento degli addetti che operano a Ponte a Egola su Pontedera». Per il segretario Carrara è necessario non sottovalutare il caso. «Se l’appalto dovesse sfumare sarebbe un dramma per le persone coinvolte ma anche un fatto che andrebbe a impoverire il tessuto economico locale – conclude –. Oltretutto, si tratta di lavoratori che sono quasi privi della possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali se non alla cassa integrazione in deroga, ma sarebbe tutta da conquistare».
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