Il Tirreno

Pontedera

L’assessore ammette il sindaco smentisce

di Francesca Suggi

Discriminazione al museo, vittime due turisti americani gay con un bambino Fedeli: l’episodio sembra sia accaduto, la coppia aveva diritto allo sconto famiglia

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VOLTERRA. Versioni contrastanti a Palazzo. Nel pomeriggio il vicesindaco e assessore alle Pari opportunità di Volterra ammette ai giornali «approfondiremo, ma l’episodio sembra sia accaduto, quella famiglia aveva diritto senza dubbio ai biglietti scontati, il regolamento parla chiaro». Qualche ora più tardi arriva la versione ufficiale firmata dal sindaco Marco Buselli: «Non esiste la possibilità che qualcuno possa essere discriminato. Pertanto l’episodio, di cui peraltro non ci è pervenuta segnalazione ufficiale, qualora si sia verificato è esclusivamente da ricondurre ad un’interpretazione non richiesta da parte di un operatore».

Riccardo Fedeli da una parte, Marco Buselli dall’altra: nel mezzo un brutto episodio di discriminazione alla biglietteria del museo etrusco, raccontato sul sito di recensioni turistiche di riferimento internazionale. Tripadvisor, da due americani gay, con un bambino, in visita al Guarnacci. Alla richiesta degli stranieri di poter beneficiare della formula “sconto famiglia” (che prevede l’ingresso di due adulti con prole, senza specifiche di genere) al desk del museo Guarnacci, fa eco una risposta scomposta da parte dell’addetta alla biglietteria: a quanto riportato dai turisti si sarebbero sentiti ribattere, malamente, che la famiglia è composta da un padre e una madre, e non da due uomini. Lo schiaffo in faccia ai diritti civili dato da un’istituzione pubblica, quale il Guarnacci, fa rabbrividire. Non solo i due statunitensi, ma urta anche tante sensibilità. In municipio si parlano lingue diverse. Il sindaco getta acqua sul fuoco delle polemiche e tende ad escludere l’accaduto. Il tutto mentre il suo vice Fedeli nelle stesse ore fa una cauta ammissione di colpevolezza. Due realtà contrapposte che fanno apparire il municipio come una sorta di Torre di Babele.

«Si approfondirà, verificheremo come l’addetta ha effettivamente risposto», risponde ai giornali il vicesindaco Fedeli. Dal canto suo, il capo della giunta volterrana Marco Buselli appare molto meno possibilista. «Abbiamo chiesto alle persone addette alla biglietteria del museo Guarnacci e nessuna si ricorda di un episodio del genere – sottolinea il primo cittadino: per noi non è accaduto». «L’accoglienza e l'ospitalità – conclude – sono da secoli tratti distintivi della nostra comunità. Il nostro regolamento non entra nel merito di questioni di genere, ma parla genericamente di bambini accompagnati da adulti, per cui non esiste la possibilità che qualcuno possa essere discriminato».

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