Il Tirreno

Pontedera

Incarico irregolare condanna confermata per l’ex sindaco

di Francesca Suggi
Incarico irregolare condanna confermata per l’ex sindaco

Fauglia, coinvolti anche 2 assessori e il direttore generale In appello ridotta la cifra da pagare per danno erariale

2 MINUTI DI LETTURA





FAUGLIA. Ritengono la sentenza di primo grado “illegittima, ingiusta ed erronea”. Ma neppure il ricorso in appello li “salva”: serve solo a limare il risarcimento dovuto al Comune di alcuni dei membri della passata giunta faugliese. Quella condanna della Corte dei Conti per danno erariale inflitta dai giudici, legata ad un incarico affidato ritenuto illegittimo, non va giù. L’ex sindaco di Fauglia Riccardo Froli e gli ex amministratori della sua giunta, Cesare Barsotti e Antonio Monaco insieme al direttore generale del Comune, Antonio Pellegrino ricorrono, quindi, in appello.

In soldoni ognuno per le sue motivazioni, i personaggi coinvolti chiedono di essere esentati dalle responsabilità amministrative individuate e di annullare la condanna loro inflitta, riducendo, quindi, i soldi che devono, come risarcimento. Il tribunale, con sentenza depositata nel giugno 2010, condannava i soggetti coinvolti a restituire al Comune quasi 30mila euro. I fatti sono legati a una denuncia del 2007, formalizzata dall’allora consigliere di opposizione Alberto Rossi rispetto a un incarico di Corresponsabile del settore amministrativo, affidato e rinnovato per tre anni dalla giunta comunale al dottore, commercialista Alessandro Ciaponi. Varie, nel 2008, le visite della polizia tributaria a Palazzo, per acquisire atti e documenti. Nella sentenza si legge “Negli anni 2004-2007 i responsabili del Comune hanno conferito e rinnovato un incarico a un soggetto esterno all’amministrazione, in assenza dei presupposti di legge...la condotta della giunta e del direttore generale ha fatto emergere responsabilità che configurano violazione della regolamentazione nazionale e comunale in materia, produttiva di danno economico dell’ente”.

Poi la sentenza viene impugnata: i giudici tornano a ritenere “legittimo l’incarico originariamente conferito, ma illegittime le successive proroghe” e il danno erariale viene ridotto a quasi 20mila euro, da spartire tra i soggetti coinvolti, in ordine di responsabilità.

La nuova udienza in cui si discute, invece, il ricorso in appello si tiene lo scorso 12 aprile, ma i risultati non sono quelli sperati dai politici faugliesi, e neppure dall’ex segretario.

Avvocati, pubblico ministero, collegio dei giudici: è un botta e risposta.

“Questo collegio ritiene che le valutazioni effettuate in proposito dal primo giudice siano in linea di massima corrette”, si scrive sulla sentenza pubblicata a metà agosto di quest’anno.

“La sentenza appellata ha operato correttamente nel ritenere legittimo l’iniziale conferimento dell’incarico e anche le prime proroghe, negando invece la regolarità degli ulteriori conferimenti, perché erano venuti meno i requisiti di straordinarietà e temporaneità”, continua il documento.

Si parla di “inosservanza reiterata da parte degli amministratori e dello steso direttore generale di ben note disposizioni normative che limitavano fortemente il ricorso a collaborazioni esterne”. I giudici, alla fine, accolgono solo la riduzione del risarcimento. “Riteniamo adeguata una condanna di 4mila euro per l’anno 2006 e 5mila euro per il 2007 da ripartirsi tra i condannati”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini