Proteste
Il legale Cecchi «Solo accuse gratuite»
PONSACCO. Non cessa il fuoco di fila sul maxi complesso immobiliare di via Rospicciano a Ponsacco. Un nuovo capitolo per il caso che contrappone l’amministrazione comunale della Città del mobile alla...
PONSACCO. Non cessa il fuoco di fila sul maxi complesso immobiliare di via Rospicciano a Ponsacco. Un nuovo capitolo per il caso che contrappone l’amministrazione comunale della Città del mobile alla società Futura Immobiliare. L’avvocato felice Cecchi, difensore della società, replica all’intervento dell’Unione comunale del Pd di Ponsacco che lo chiama in causa.
«Il trasferimento della vertenza dal piano suo proprio, quello amministrativo, e poi civile e poi penale, a quello politico, è stato un inaccettabile tentativo di nascondere le reali e concrete responsabilità dell’amministrazione nella sciagurata gestione di questa vicenda, che la Futura, sicuramente da quando io sono stato nuovamente incaricato di assisterla per giungere a una definizione della vertenza, e cioè nell’autunno 2012, sta cercando di risolvere nel miglior modo possibile», sostiene l’avvocato Cecchi. Che aggiunge: «Proprio per rafforzare il fatto che la società non ha come proprio portavoce un partito della opposizione, ho ritenuto rendere nota la mia personale posizione di co-fondatore del Pd e di iscritto a questo Partito, chiarendo che non mi sarei mai prestato ad agire in combutta con l’opposizione, contro il corretto operato di una amministrazione della quale, politicamente, mi sento sostenitore, ma che, ciò che stavo facendo, era solo quanto deve essere fatto, affinché gli errori di questa specifica amministrazione (del tutto diversa da quella che l’ha preceduta, anche se dello stesso segno) non pregiudicasse gli interessi della popolazione, che ritengo abbia notevole interesse a vedere, definita, questa vertenza. Ed aperta e godibile ai cittadini un’opera della quale la vecchia amministrazione, e l’attuale, dovrebbero essere orgogliosi, l’una, di averla voluta a progettata, e l’altra di averla portata a termine».
Il legale striglia il Pd ponsacchino. «Prima di lanciarsi in gratuite accuse, come quelle indebitamente rivolte al sottoscritto, riesamini il comportamento tenuto in questa vicenda, da quando si è presa per buona una Dia nel 2007 e poi una Scia nel 2011, (solo nell’aprile del 2013 riconosciute falsamente asseverate e quindi, illegittime, dopo ben quattro interventi in tema di avocazione degli atti da parte della Procura generale della Corte d’appello) e valuti, serenamente, lasciando da parte la politica che non c’entra, ma solo l’ignoranza della legalità, se non si sia, in concreto, non solo procurato un gravissimo danno agli interessi economici di un cittadino, ma anche un gravissimo danno a una Comunità che, per la insistita ignoranza della legalità, non gode da quando doveva, cioè dal 2007, di un’opera realizzata su sua iniziativa e secondo la sua volontà». E conclude: «È l’ora, come abbiamo affermato pubblicamente, di mettersi attorno a un tavolo e di chiudere la vertenza: ne potrebbero trarre vantaggio anche gli aspetti di natura penale che, purtroppo, saranno all’attenzione del Tribunale di Pisa il prossimo 9 gennaio».©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google