Sicurezza
Chiamata al voto per 27mila elettori
Domani e lunedì le tre consultazioni su altrettanti progetti che puntano a ridisegnare la mappa dei Comuni
LARI. È la vigilia del Referendum Day, fissato dalla Regione Toscana per domani e lunedì. Il voto è a carattere consultivo, cioè non serve un quorum per la validità del risultato. Ma l'obiettivo è chiaro: tastare il polso ai cittadini interessati dai progetti di fusione dei rispettivi comuni di residenza. In provincia di Pisa sono 27mila gli elettori iscritti nelle liste di sette Comuni chiamati alle urne.
Tre i progetti e altrettanti i quesiti referendari che si propongono di ridisegnare i confini amministrativi che nella due giorni sono sottoposti alla valutazione dei cittadini. A Capannoli, Palaia e Peccioli gli elettori saranno chiamati a esprimersi sull’ipotesi difusione che punta a dar vita al Comune Alta Valdera. Altro progetto e quesito analogo per gli elettori di Casciana Terme e Lari, così come per quelli di Crespina e Lorenzana.
Quando, dove e come si vota. Domani dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 8 alle 15 le urne saranno aperte. A seguire lo spoglio delle schede. Gli elettori per il voto dovranno fare riferimento al seggio e alla sezione indicate sulla tessera elettorale. Il documento che è necessario per votare e chi lo avesse smarrito può richiederne il duplicato presso l’ufficio elettorale del Comune di residenza. Al seggio è necessario presentarsi con un documento di riconoscimento. Il referendum ha carattere consultivo e non prevede un quorum per la sua validità. Si vota tracciando un segno di croce sul “sì” se si è favorevoli alla fusione o sul “no”se si è contrari.
Dopo lo spoglio. Se il risultato referendario sarà positivo il Consiglio regionale approverà la legge speciale di fusione che prevede la cessazione dei Comuni interessati dal progetto al 31 dicembre di quest’anno, e la nascita del nuovo ente locale a partire dall’1 gennaio 2014. Con il sì alla fine dell’anno i sindaci, le giunte e i rispettivi consigli comunali attualmente in carica decadranno. E verrà nominato un commissario del Ministero dell’Interno dal prefetto di Pisa, a cui sarà affidata la reggenza del nuovo Comune fino alle elezioni amministrative che si terranno nella primavera del 2014. Invece, se il referendum non passa, ovvero si affermeranno i contrari alla fusione, resteranno in piedi gli attuali Comuni che però dovranno rispondere all'obbligo di gestire tutte le funzioni in forma associata. Cosa che in parte già avviene. Poi nel 2016 sarà la Regione a proporre d’ufficio gli accorpamenti per superare la soglia minima dei 5mila abitanti.(m.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
