Gioco
«Tanti soldi spesi per poi dare l’addio al calcio»
Il problema degli accertamenti medici a carico del paziente non è cosa nuova, come testimonia la vicenda di Federico Agonigi, oggi ventenne ma all’epoca dei fatti non ancora maggiorenne. «Giocavo a...
Il problema degli accertamenti medici a carico del paziente non è cosa nuova, come testimonia la vicenda di Federico Agonigi, oggi ventenne ma all’epoca dei fatti non ancora maggiorenne. «Giocavo a calcio da 10 anni. Feci la visita sportiva per attività agonistica senza pagare, dato che ero minorenne e la legge mi esentava dalla spesa. Il medico mi diagnosticò delle possibili disfunzioni cardiache non gravi, ma comunque da approfondire», racconta Federico. Da lì l’inizio del calvario, alla ricerca di un posto in lista d’attesa per effettuare gli accertamenti. «Ho passato un anno intero tra gli ospedali della zona, arrivando fino a Firenze per poter sapere qualcosa di più». Naturalmente gli esami richiesti non erano in alcun modo rimborsati «e quindi ero costretto a pagare ogni visita. E poi c’era il costo della benzina». Al termine di una lunga trafila di accertamenti, per Federico il triste epilogo. «Dopo un anno ho scoperto che il mio sistema cardio-respiratorio presentava delle anomalie. Questo ha fatto in modo che non mi venisse rinnovata l’idoneità sportiva. Non potevo più giocare a calcio a livello agonistico» spiega l’ex calciatore, che conclude: «Gli esami richiesti sono stati determinanti. Se avessi giocato ancora avrei rischiato. Resta il rammarico dei tanti soldi spesi». (t.s.)
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