Niente sconto al museo di Volterra se la famiglia è gay
La disavventura raccontata su Tripadvisor da due turisti Usa con un bambino in visita al Guarnacci. Dispiaciuto il direttore: "Non ne sapevo niente"
VOLTERRA. La cultura e l’arte non hanno confini. Non vestono stereotipi. Non discriminano. Ma quando è l’iconografia della Sacra Famiglia felice a dettare scelte e gestione di strutture pubbliche, ecco che i tempi si fanno duri per chi sceglie di vivere la propria sfera affettiva liberamente, in modo “non tradizionale”. Succede a Volterra, al museo Guarnacci. Davanti al desk della biglietteria si presenta una famiglia gay con un bambino: sono di Chicago, Illinois. A raccontare la loro storia è Tripadvisor, il gettonatissimo sito di recensioni turistiche.
“An homophobic institution” si intitola il report dei due turisti Usa in visita al Guarnacci, tacciato come “Istituzione omofoba”.«Entrando dentro al museo - dicono - abbiamo letto i prezzi e gli sconti. Abituati all’idea di “famiglia” che vige nei musei di Chicago, essendo due adulti con un bambino, abbiamo chiesto, col sorriso, un “biglietto famiglia”. La donna che stava dietro al banco della biglietteria si è arrabbiata con noi e in italiano ci ha urlato che una famiglia è formata da un padre e una madre, non da due uomini. Dopo di che lei ha girato la testa e si è interrotta la comunicazione». La risposta inorridisce i due turisti: anche perché sul sito del Comune non c'è traccia di questioni di genere.«Non ne sapevo niente - commenta dispiaciuto il direttore del museo, Fabrizio Burchianti - personalmente io sono sempre, in ogni ambito, per includere e non escludere. Comunque la scelta sulla tipologia dei biglietti, i prezzi e la gestione non è materia mia».
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