Attenzione
La voce del “no” si leva da Forcoli
«Tante persone non sanno neppure quale sia l’argomento del referendum»
FORCOLI. «Sulla fusione è mancato un percorso condiviso». Lo sottolinea Roberto Fiore in apertura dell’assemblea dei contrari all’ipotesi di fusione tra i Comuni di Capannoli, Palaia e Peccioli, che si è tenuta mercoledì sera nella sala Capaccini a Forcoli.
Tra i presenti in sala viene sottolineata la campagna pubblicitaria per il “sì” fatta dai Comuni attraverso volantini. «Eppure dovrebbero rappresentare gli interessi di tutti, anche di coloro che sono contrari». Mentre Fiore ricostruisce la vicenda. «Un anno e mezzo fa l’ipotesi della fusione era stata tirata fuori dalla Belvedere Spa e dal Comune di Peccioli – dice –. Era stata decisa una riunione con i sei Comuni limitrofi, ma l’iniziativa non ha avuto successo. Il progetto sembrava essere tramontato fino ad aprile di quest’anno quando si è tornati a parlarne all’assemblea dei soci della Belvedere. Ci sono state discussioni fino a maggio e l’iter nei consigli comunali è stata molto rapido». Che aggiunge: «Perché non si è discusso dell’argomento facendo assemblee con la gente? Ci troviamo a fare il referendum e tante persone non sanno neppure quale sia l’argomento».
Rincara la dose Fabio Galardi che si è dimesso da capogruppo del Pd a Palaia. «Non c’è chiarezza in questo progetto, bisogna informare la gente e dire le cose come realmente stanno – afferma –. Sento dire in giro che andiamo con Peccioli per avere più soldi, ma se il motivo è questo la strada è sbagliata perché le cose non stanno per niente così. Li non c’è oro, hanno fatto opere di ogni tipo, anche cattedrali nel deserto ma ora anche per loro le cose non vanno benissimo. Altra cosa che non condivido è che questa fusione c’è stata imposta». In sala anche l’altro promotore del fronte del “no” Alberto Doni, coordinatore della lista civica di Capannoli.
A tenere banco nella discussione è anche la discarica di Legoli, gestita dalla Belvedere Spa. In particolare, la questione del suo ampliamento. «Così come stanno le cose l’impianto di Legoli cesserebbe di esistere i primi mesi del prossimo anno – sostiene Davide Fabbri del Comitato contrario all’ampliamento. Che aggiunge: «Il 18 ottobre ci sarà il pronunciamento del Tar sulla validità dell’ampliamento e a giugno ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato. Sicuramente la spesa relativa alla chiusura della discarica sarà rilevante, e non so quanto potrà essere coperta dai ricavi derivanti dal biogas e dallo sfruttamento dell’energia elettrica».
Presenti in sala anche alcuni esponenti dei favorevoli al progetto di fusione tra i tre Comuni. Tra questi il consigliere palaiese Enrico Marmugi. «Non rappresento gli interessi di nessuno e sono stato eletto in una lista civica – dice –. Sono favorevole alla fusione perché so che cosa vuol dire amministrare una piccola realtà. Con l’unione dei Comuni non siamo in grado di decidere niente. Con la fusione c’è la possibilità di creare un organismo più autonomo».
Stefano Scarpetti
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