Il Tirreno

Pontedera

L’urbanistica sarà rivoluzionata

di Manolo Morandini
L’urbanistica sarà rivoluzionata

Progetti e strumenti da rivedere: la situazione è tutta in evoluzione e in parte da decifrare

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PECCIOLI. L’emblema della ritrovata unità potrebbe essere l’ex tenuta Gaslini (nella foto). Una fetta consistente di territorio, oltre 1.400 ettari, che abbracciano i confini di Palaia e Peccioli e su cui le due amministrazioni hanno espresso indirizzi e fatto scelte diverse. Se dalle urne uscisse il “sì” alla fusione quello spicchio di campagna, su cui sono spalmati oltre settanta casolari, potrebbe trovare un futuro condiviso. Un destino più volte annunciato, con diverse soluzioni, ma che non ha mai preso forma.

Una partita complessa che si dovrà giocare in un quadro in piena rivoluzione, con piani strutturali e regolamenti da tenere insieme e poi da unificare se dovesse andare in porto la fusione. «Ci sarà una fase di rallentamento nei mesi in cui sarà insediato il commissario prefettizio», ammette il sindaco Silvano Crecchi. Che aggiunge: «Però in attesa che il nuovo ente unico predisponga il piano strutturale e i relativi regolamenti resteranno vigenti quelli di ciascun Comune».

Da una parte c’è la proprietà della Provincia di Pisa, con una quota del Comune di Palaia, e dall’altra quella della public company Belvedere Spa, che fa capo al Comune di Peccioli. «Le due tenute potrebbero tornare sotto una stessa progettualità», dice il sindaco di Peccioli. E gli fa eco il collega di Palaia Alberto Falchi: «L’ex Gaslini è l’elemento principale per la gestione urbanistica, anche se le proprietà sono diverse si dovrà trovare uno sviluppo compatibile. Perché è su questa partita che si gioca una parte importante dello sviluppo di questo territorio».

La prospettiva trova conferma in tutti gli amministratori coinvolti in processi di fusione, ma non stempera i timori di chi teme una fase di stallo lunga, che faccia scorrere parte di quel tempo utile in cui sarebbe possibile investire senza il vincolo del patto di stabilità. Ovvero i primi tre anni del Comune unico. Tra Capannoli, Palaia e Peccioli il sindaco del primo comune Filippo Fatticcioni mette in luce «la diversità di vocazioni che potrà trovare una valorizzazione in un piano strutturale che abbraccia un territorio esteso quanto la città di Firenze».

Casciana Terme Lari. «La parte collinare ha una vocazione turistica e agricola mentre nella pianura si concentrano le attività artigianali – sintetizza il sindaco di Casciana Terme Giorgio Vannozzi –. Nonostante fossimo due amministrazioni per la storia di come si sono formate nel tempo si sono mantenuti indirizzi di sviluppo omogenei, tanto che nella parte collinare si fatica a capire quale sia il confine tra i due comuni». I campanili, quelli per cui nel tempo ogni comune ha puntato a tirare su una propria area artigianale e altri spazi doppione nel raggio di pochi chilometri dovrebbero sfumare con la fusione. «I territorio hanno vocazioni complementari», sottolinea il sindaco di Lari Mirko Terreni.

Crespina Lorenzana. «Per noi la fusione rappresenta un’opportunità anche per quanto riguarda la stesura del nuovo piano regolatore: il nostro era datato, ma mancando i soldi non lo abbiamo mai potuto rivedere». Non ci pensa su due volte il sindaco di Lorenzana, Gianluca Catarzi che grazie alle nozze con Crespina riuscirà a aggiornare i propri strumenti urbanistici. Quelli del “partner” sono praticamente nuovi: sulla vita quotidiana dei cittadini questa prossima unificazione non porterà grossi cambiamenti. Le aree industriali restano quelle che sono: Laura, per Lorenzana, Lavoria e Volpaia per Crespina. «Vedendo che l’attuale pip è stato occupato solo per metà, non ho mai pensato né di ampliarlo, né di crearne di nuovi», continua. Al massimo arriverà qualche ritocchino per quanto riguarda lo sviluppo edilizio: se il vecchio piano prevede lottizzazioni mai partite, probabilmente i due Comuni faranno in modo di trasferire le volumetrie su altri terreni ritenuti più appetibili. «Tutto è in divenire – chiude il collega di Crespina Thomas D’Addona – il giorno dopo la fusione il piano regolatore che sarà adottato provvisoriamente è la somma di quello dei due Comuni».

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