Attenzione
«Se ci uniamo vale più il territorio»
CASCIANA TERME. Francesco Biasci, ex sindaco di Casciana Terme, sostiene il fronte del sì rispetto alla proposta di unione tra Casciana Terme e Lari. «La fusione dei comuni – spiega – non è...
CASCIANA TERME. Francesco Biasci, ex sindaco di Casciana Terme, sostiene il fronte del sì rispetto alla proposta di unione tra Casciana Terme e Lari. «La fusione dei comuni – spiega – non è alternativa all’Unione (indispensabile per le scelte a dimensione territoriale Valdera), ma consente di stare nell’Unione con più forza e maggiori possibilità di far valere le esigenze del proprio territorio». C’è chi dice che la fusione ridurrà la partecipazione. «La crisi della partecipazione deriva da altro. La vicinanza delle istituzioni è legata alla possibilità di rappresentare e interpretare i bisogni delle comunità amministrate, alla capacità e tempestività di trovare risposte e soluzioni. Una dimensione inadeguata non ha le risorse e le opportunità per far fronte ai bisogni, non ha le idee e le competenze che invece possono emergere dal dialogo e dal confronto di una struttura politica e tecnica più ampia». Il mantenimento dell’identità paesana: «La dimensione solidaristica del “paese” è un valore da preservare – insieme ai valori dell’apertura agli altri, del confronto con le diversità, delle appartenenze multiple. Ma l’identità ha proprio bisogno di strutture amministrative per mantenersi?» aggiunge. Gli aspetti finanziari della fusione non sono di poco conto. «Nel nuovo comune Casciana Terme Lari, oltre 120.000 € di minori spese da subito, più gli incentivi. Sblocco del patto di stabilità per impiegare risorse già disponibili in lavori pubblici a vantaggio di cittadini e imprese, opportunità di lavoro in questo momento di crisi. Più i 7milioni e mezzo di incentivi in 10 anni che non sono certo da buttare, per allentare la pressione fiscale su famiglie e attività produttive e migliorare i servizi». Ultima questione: lo sviluppo del territorio. «80 anni fa Casciana si staccava da Lari: gli interessi termali si sarebbero meglio affermati al di fuori dell’orizzonte “rurale” dell’amministrazione larigiana. Per lo stesso motivo oggi dobbiamo tornare ad essere un comune unico. La legge 323/2000 sul riordino del settore termale ricolloca il termalismo entro contesti di valorizzazione termale più ampi: territori a cui si riconosce il marchio di qualità termale nel recupero di valori naturalistici, ambientali, di stili di vita naturali». Inoltre «i valori storico-naturalistici della “Bandiera arancione” sul castello di Lari possono essere rafforzati dalla sinergia con le Terme di Casciana, e viceversa».
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