Il dolore
Ordinanza per la bonifica dell’ex Gozzini
Il sindaco chiama in causa i liquidatori della “Primavera ’90”. «Da rimuovere subito l’amianto nelle coperture»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Il sindaco Osvaldo Ciaponi ordina la rimozione dell’eternit dalle coperture dell’ex Gozzini, «almeno nelle parti più degradate o a rischio degrado», insieme alla presentazione di un piano di controllo e all’esecuzione di apposite indagini per valutare i rischi ambientali e sanitari dell’area.
È quanto richiesto in un’ordinanza firmata dal primo cittadino di Santa Croce lo scorso 11 settembre e indirizzata ai commissari liquidatori della Primavera 90, la cooperativa che nel 2008 aveva acquistato l’intero complesso con la promessa di una bonifica ambientale per la realizzazione di decine di appartamenti. Tutto naufragato nelle difficoltà economiche della società, posta in liquidazione dal 2010. Da qui la complicata questione della messa in sicurezza ambientale, per un’area di 35metri quadrati, disseminata di rifiuti di ogni genere, cisterne interrate, invasi di acqua stagnante e soprattutto enormi quantità di lastre in amianto, che continuano a sbriciolarsi sulle coperture dei vecchi capannoni. Un pericolo a cui i liquidatori non hanno ancora posto rimedio.
«L’amministrazione comunale – si legge nell’ordinanza – già dal 2004 aveva avviato i procedimenti per la rimozione, lo smaltimento dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi, relativamente ai siti denominati “ex Gozzini” ed “ex Soldani” posti in via San Vito e in via Rivolta, per i quali vennero in seguito attivate anche le procedure di bonifica ambientale in senso stretto». Per la proprietà ex Gozzini fu presentato un progetto di messa in sicurezza di emergenza da parte del curatore fallimentare, mentre per il sito ex Soldani la procedura di bonifica, attivata dal responsabile, aveva condotto alla necessità di presentazione di un piano di caratterizzazione. «Nel corso del 2008 – ricorda l’ordinanza - la cooperativa Primavera 90 acquisiva dal Tribunale l’intero complesso dell’area Gozzini (comprensiva dei siti “ex Gozzini” ed “ex Soldani”), comunicando la propria disponibilità al completamento di tutte le operazioni di caratterizzazione e di bonifica necessarie. Tuttavia, com’è noto, nel 2010 la cooperativa è stata posta in liquidazione coatta amministrativa».
Nel frattempo, però, già a partire dal 2008, Arpat e Provincia evidenziarono il superamento delle concentrazioni di contaminazione. «Per questo – ricorda l’amministrazione – il Comune adottò gli atti di sua competenza per la prosecuzione delle procedure di bonifica in corso: in particolare, con l’ordinanza 35 del 2010, il sindaco prescriveva al soggetto individuato quale “obbligato” di predisporre un piano di caratterizzazione per il sito “ex Soldani”, invitando i commissari liquidatori a fare altrettanto anche per il sito “ex Gozzini”. Nell’agosto 2011, anche Asl e Arpat hanno segnalato l’opportunità di provvedere alla rimozione dei materiali più degradati o a rischio di degrado contenenti amianto, e di redigere un “Programma di controllo e manutenzione” degli stessi. A più riprese, in particolare nel marzo 2012 e nel maggio 2013, l’amministrazione ha richiesto ai commissari liquidatori di provvedere all’effettuazione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica dell’area in questione. Nonostante i ripetuti solleciti, le diffide e gli incontri, tuttavia, non è pervenuto né il piano di caratterizzazione, né alcuna valutazione dello stato di conservazione delle coperture in amianto presenti nel sito, né alcuna comunicazione in merito alla rimozione dei materiali contenenti amianto, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente».
Da qui la nuova ordinanza, con la quale Ciaponi chiede ai liquidatori della Primavera 90 di «provvedere – si legge – alla rimozione dei materiali contenenti amianto più degradati o a rischio di degrado, alla presentazione del piano di caratterizzazione dell’area, alla redazione del “Programma di controllo e manutenzione”, per stabilire l’ordine degli interventi di bonifica dei materiali contenenti amianto, all’effettuazione delle indagini già previste e alla presentazione dell’analisi di rischio sanitario e ambientale».
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